Fano, Teatro della
Fortuna
Di Giosetta
Guerra
Per inaugurare le celebrazioni dei 250 anni dalla
nascita di Beethoven, la FORM – Orchestra
Filarmonica Marchigiana porta in
palcoscenico al teatro della Fortuna di Fano la Sinfonia
n. 1 in do magg., op. 21,
eseguita per la prima volta a Vienna nel 1800, e le musiche di scena
composte da Beethoven per l’Egmont
di Goethe, dramma ispirato alla lotta eroica del famoso condottiero fiammingo
contro la tirannide.
I quattro movimenti della Sinfonia offrono una
vasta gamma di temi e di combinazioni timbriche, che La FORM – Orchestra Filarmonica
Marchigiana, sotto la guida
del M° Beatrice Venezi, esegue con maestria.
La compattezza orchestrale sia
nella tensione dei suoni densi e corposi con arcate fitte e intense sia nella
delicatezza delle mezze voci caratterizza il primo movimento Adagio molto-Allegro con brio.
L’attacco delicatissimo degli archi dà il via al
secondo movimento, Andante cantabile con
moto, cullante nel suo tempo di danza, con suono armonioso dell’orchestra,
guidata da un bel gesto circolare del direttore, come insegna il M° Muti.
L’orchestra s’immerge nel trascinante scherzo
del terzo movimento, velocizzando il Minuetto:
Allegro molto e vivace, imperioso poi variegato, e il direttore scandisce
col movimento delle dita della mano sinistra i suoni sottili dei violini.
Nel quarto movimento, Adagio - Allegro molto e vivace, l’alternanza di leggerezza e
potenza, le volatine dei violini, le arcate decise dei violoncelli, la
sincronia delle arcate conducono alla pienezza pastosa del tutto orchestrale
nell’imponente finale.
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Per l’Egmont, musiche di scena per la tragedia di Johann Wolfgang
von Goethe, op. 84, entra in campo la voce recitante di Saverio Marconi, attore e regista teatrale
noto per i suoi musical con la Compagnia della Rancia, che narra il coraggio e la
sfortunata storia d’amore del Conte Egmont principe delle Fiandre, innamorato
senza essere riamato, e che introduce i lieder cantati dal soprano Angela Nisi con bel timbro vocale e suoni scanditi e sonori, acuti pieni e gravi consistenti
in contrasto con la minutezza della persona, bella messa di voce e buona
impostazione vocale. In
quel contesto tutto nero avrei scelto un bell’abito rosso per il soprano,
invece era vestita di nero anche lei.
Imponente la resa orchestrale nell’esprimere l'eroismo,
la tensione,
la tristezza, il sacrificio, l’impegno militare, messi in rilievo dalla
musica di Beethoven.
Beatrice Venezi, la bella e brava direttrice dalla capigliatura scenica, si è messa in luce per il gesto largo e l'elevazione delle lunghe braccia, la rotondità dei movimenti, la precisione nel dare gli attacchi, l’immersione totale nella musica che ondeggia anche tra i lunghi suoi capelli biondi. Il lungo abito nero con ornamenti bianchi sul fianco sinistro ha dato la giusta immagine femminile al direttore d’orchestra. (Io avrei evitato le scarpe bianche in contrasto con le calze nere).
Un concerto gradito dal pubblico.

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