domenica 30 maggio 2010
IN DIREZIONE D’ORCHESTRA
con concerto finale diretto dai partecipanti
2 - 14 Agosto 2010
Mercatello sul Metauro
(Pesaro e Urbino) - ITALIA
Lanfranco Marcelletti
Orchestra Sinfonica G. Rossini
ARIA ITALIANA- musica, arte e creatività in collaborazione con Musica&Musica 2010Soggetto organizzatore: ARIA ITALIANA, musica,
arte e creatività, organizzazione per l’ideazione
e la gestione di eventi musicali e culturali, con
sede in Italia, Mercatello sul Metauro (PU), propone
un corso di perfezionamento in direzione
d’orchestra con concerto finale diretto dai partecipanti.
Soggetti ammessi: Il corso è rivolto a giovani direttori
d’orchestra di qualsiasi nazionalità, purchè
a conoscenza della lingua italiana o
inglese.
Il numero massimo di partecipanti è fissato a
otto corsisti effettivi ai quali potranno affiancarsi
non più di dieci uditori.
Docente titolare: Il Corso sarà tenuto dal Maestro
Lanfranco Marcelletti, professore di direzione
d’orchestra all’Università del Massachusetts di
Amherst (U.S.A.), nella quale ricopre anche il
ruolo di direttore dell’Orchestra. Il maestro è inoltre
direttore musicale della Cayuga Chamber
Orchestra di Ithaca (U.S.A.) e assistente del
Maestro Alberto Zedda nella direzione dell’Accademia
Rossiniana di Pesaro (ITA).
Nato a Recife (Brasile), lì ha iniziato gli studi musicali
e si è diplomato in pianoforte. Si è quindi
trasferito in Europa perfezionandosi alla Musik
Akademie di Zurigo e alla Hochschule für Musik
und darstellende Kunst di Vienna, dove ha studiato
anche composizione. Negli Stati Uniti ha
poi ultimato gli studi di direzione d’orchestra alla
Yale University (New Haven). Ha ottenuto premi
e riconoscimenti in varie parti del mondo sia
come pianista che come direttore d’orchestra.
I suoi impegni come direttore lo vedono impegnato
con orchestre in Europa, Sud America,
America Centrale e Stati Uniti: Orchestra Sinfonica
del Brasile (Rio de Janeiro), Orchestra del
Teatro Nazionale (Brasilia), Orchestra Sinfonica
Nazionale del Cile (Santiago), Orchestra Sinfonica
di Xalapa (Messico), Orchestra del Teatro
Comunale di Bologna (Italia), Orchestra Sinfonica
di Galicia (La Coruña, Spagna), Haydn
Chamber Orchestra (Londra) e Orchestra del
Festival Eleazar de Carvalho (Fortaleza, Brasile).
Ha iniziato la sua carriera come direttore operistico
al Glimmerglass Opera Festival (Cooperstown,
U.S.A.) nel 2000, poi ampliata in altri
importanti teatri; tra questi il Teatro Real (Madrid),
il Teatro Calderón (Valladolid, Spagna), la
Commonwealth Opera (Massachusetts, U.S.A.)
e il Rossini Opera Festival di Pesaro (Italia).
È stato inoltre assistente del Maestro Anton Coppola,
nella premiere della sua opera Sacco e
Vanzetti a Tampa (Florida, U.S.A.), ed ha ideato,
in collaborazione con l’attrice Carmen Bermejo,
lo spettacolo per bambini www.mozart.deus,
prodotto dal Teatro Calderon (Valladolid, Spagna).
Orchestra: Il concerto finale diretto dai partecipanti
e le sue prove vedranno la partecipazione
dell’Orchestra Sinfonica G. Rossini di Pesaro.
Questa è l’orchestra della Provincia di Pesaro e
Urbino (Italia) ed è tra le poche riconosciute dal
Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Nata nell'aprile 2001, al termine di una selezione
coordinata dal Maestro Alberto Zedda, sarà nel
2010 una delle orchestre principali del Rossini
Opera Festival di Pesaro (Italia).
L'attività dell'orchestra, in costante sviluppo,
conta di circa 70 esecuzioni l'anno in Italia e
all’estero.
In particolare essa è l’orchestra di riferimento per
le produzioni concertistiche nelle città di Pesaro
(Teatro Rossini e Rocca Costanza), di Fano (Teatro
della Fortuna e Corte Malatestiana), di Urbino
(Teatro Raffaello Sanzio), di Cagli (Teatro
Comunale), di Mercatello sul Metauro (stagione
concertistica Musica&Musica) e nei numerosi
altri teatri storici della Provincia di Pesaro e Urbino.
Sede del corso: Le lezioni si terranno a Mercatello
sul Metauro (PU) dal 2 al 14 agosto 2010
nelle sale di Palazzo Gasparini, prestigioso edificio
seicentesco che si affaccia sulla piazza principale
della cittadina.
Il palazzo dispone di confortevoli aule e di spazi
adeguati per le lezioni e le esercitazioni.
La sede del corso è inoltre dotata di rete wireless,
estesa anche alla piazza antistante per una
connessione internet sempre disponibile per i
partecipanti al corso.
Le prove generali e il concerto conclusivo si svolgeranno
nella Chiesa di San Francesco, sede
principale della stagione concertistica Musica&
Musica, edificio monumentale con ottima
acustica.
Programma del corso: Il programma, con sessioni
mattutine e pomeridiane, affronterà nozioni
di teoria e tecnica della direzione, analisi e preparazione
della partitura.
Sono previste lezioni teoriche, esercitazioni con
l’accompagnamento di un pianista e prove
con orchestra per un numero complessivo di
oltre 60 ore.
In particolare gli argomenti approfonditi durante
le lezioni tratteranno:
Teoria della direzione (Elementi storici sulla direzione
d'orchestra - Le orchestre nei vari periodi
storici - I primi direttori, evoluzione e
cambiamento della tecnica direttoriale - Le
grandi scuole europee - Il repertorio da camera,
sinfonico, operistico - Rapporti con l'orchestra,
il coro, i solisti, i cantanti, gli agenti
teatrali, le direzione artistiche dei teatri e delle
istituzioni sinfoniche);
Tecnica della direzione (Impostazione del
gesto, naturalezza, chiarezza, effetto nella direzione
- Concertazione e memorizzazione -
Programmazione ed organizzazione dei
tempi di prova in funzione dell'impegno -
Prime parti, file e sezioni, carattere e personalità
dell'orchestra - Arricchimento della sensibilità
all'ascolto del suono collettivo,
precisione ritmica e consapevolezza espressiva,
comprensione e rispondenza del gesto
direttoriale - La gestualità - Esercizi per migliorare
l'indipendenza della braccia);
Analisi della partitura (Analisi e prassi esecutiva
della partitura - Arcate - Tempo di preparazione
- Verifica e approfondimento di studi
e conoscenze della prassi compositiva di
ogni allievo - Analisi, studio ed esercitazione
dei brani in programma - approfondimento
e concertazione degli stessi);
Prove con orchestra (Ogni corsista avrà a disposizione
un tempo di almeno 45 m. con l’orchestra,
durante i quali proverà la parte del
programma del concerto finale assegnatagli
dal docente).
Le lezioni verteranno sul programma musicale
scelto per il concerto conclusivo; composto dai
seguenti brani orchestrali:
B. Bartok - Danze Rumene
L. van Beethoven - Sinfonia n. 2 in Re M. Op. 36
G. Bizet - Les dragons de Alcala - Seguidilla dalla
Suite n. 1 da Carmen
W.A. Mozart - Sinfonia n. 32 in Sol M. KV318
I. Stravinsky - Eight Instrumental Miniatures
A. Copland - Prelude dalla Symphony n.1
Inoltre, nel periodo del corso il Maestro Marcelletti
dirigerà a Mercatello sul Metauro due concerti,
uno per orchestra d’archi (7 agosto, A.L.
Dvořák, Serenata per archi in mi M. op. 22 - P. Čajkovskij,
Serenata per archi in do M. op. 48) ed uno
lirico-sinfonico (12 agosto, G. Rossini, Ouverture
de La Gazza Ladra - A.P. Borodin, Danza Polovesiana
con Coro da Il Principe Igor - E. Elgar, Pomp
and Circumstance Marches op. 39 - L. van Beethoven,
Sinfonia n. 5 in Do min. op. 67), nell’ambito
della stagione concertistica Musica&Musica. Sia
le prove che le esibizioni potranno essere ulteriori
esperienze di studio per i partecipanti al corso
che avranno libero accesso alle stesse.
Concerto conclusivo: Al termine del Corso, i corsisti
effettivi dirigeranno l’Orchestra Sinfonica G.
Rossini nella serata di chiusura della stagione
concertistica Musica&Musica 2010 - sabato 14
agosto. Il concerto verrà registrato e riversato su
DVD che sarà successivamente spedito ai direttori
partecipanti.
Durante la serata verranno inoltre consegnati gli
attestati di partecipazione.
Escursioni: Nei momenti liberi i partecipanti ed i
loro eventuali accompagnatori, oltre a godere
dell’ospitalità e delle bellezze di Mercatello sul
Metauro, cittadina pluripremiata per le sue attitudini
turistiche dal Touring Club Italiano con la
Bandiera Arancione, potranno agevolmente
trovare nelle vicinanze ulteriori momenti di
svago e di studio.
Il periodo del corso coincide infatti con il Rossini
Opera Festival di Pesaro, che vedrà impegnati
sia il maestro Lanfranco Marcelletti che l’Orchestra
Sinfonica G. Rossini nella preparazione e
messa in scena dello spettacolo Il Viaggio a
Reims di G. Rossini (con eventuale possibilità di
assistere ad una sessione di prove), e lo Sferisterio
Opera Festival di Macerata.
Sarà inoltre possibile raggiungere facilmente le
numerose località artistiche vicine, come Urbino,
città patrimonio dell’Unesco, o dopo un breve
viaggio in auto o autobus, città come Firenze,
Arezzo, Perugia, Assisi, Gubbio, ecc.
Sistemazione: A seguito di richiesta inoltrata ad
Aria Italiana, la stessa provvederà ad organizzare
il soggiorno dei partecipanti e dei loro
eventuali accompagnatori alle migliore e più favorevoli
condizioni.
L’arrivo è previsto per domenica 1 agosto.
Gli allievi e gli eventuali accompagnatori saranno
ospitati in camere singole o doppie, o in
appartamenti a seconda delle esigenze (quote
a partire da € 180,00 a persona). Tutti gli alloggi
si trovano nel centro di Mercatello sul Metauro.
La partenza è fissata per la mattina di domenica
15 agosto.
Modalità di iscrizione: La domanda di ammissione
dovrà pervenire per posta ordinaria ad
Aria Italiana, via Roma, 12 - 61040 Mercatello sul
Metauro (PU) - Italia, o tramite posta elettronica
all’indirizzo info@ariaitaliana.it, entro e non oltre
il 30 maggio 2010 e contenere i seguenti dati e
materiali obbligatori:
nome e cognome;
luogo e data di nascita;
nazionalità;
due fotografie recenti;
domicilio;
recapiti telefonici e telematici;
curriculum vitae attività direttoriale;
e i seguenti materiali facoltativi:
copia del diploma di direzione d’orchestra o
attestato di frequenza a corsi rilasciato da
conservatori di musica, college, accademie
musicali, Hochschulen;
attestati di partecipazione a corsi di perfezionamento
e concorsi di direzione d’orchestra;
lettere di presentazione.
Sono particolarmente graditi video e registrazioni
comprovanti l'attività dei candidati. Se già
presenti sul web possono essere segnalati all’indirizzo
e-mail lmarcelletti@yahoo.com, o inviati
direttamente (su VHS o DVD) al docente del
corso al seguente indirizzo - Marcelletti Lanfranco
Jr., 22 Rolling Ridge Road, Amherst, MA
01002, USA.
Conferma partecipazione: La partecipazione al
corso prevede la valutazione dei materiali trasmessi
con la domanda di partecipazione.
I candidati selezionati riceveranno comunicazione
entro il 20 giugno 2010.
Quote di partecipazione e obblighi: La quota di
partecipazione al Corso di Perfezionamento è di
€ 1.800,00 (milleottocento/00) per i corsisti effettivi
e di € 300,00 (trecento/00) per gli uditori.
Il versamento della quota dovrà essere effettuato
in due rate: la prima pari a € 900,00 (novecento/
00) entro il 30 giugno 2010 e la seconda
di € 900,00 (novecento/00) a saldo, entro il 31 luglio,
entrambe tramite bonifico sul conto corrente
bancario intestato ad Aria Italiana:
I T 8 1 C 0 8 7 0 0 6 8 3 5 0 0 0 0 1 4 0 1 6 7 1 9 7
SWIFT Code I C R A I T R R J G 0 .
La quota comprende la partecipazione a
quanto indicato nei precedenti articoli: programma
del corso e concerto conclusivo.
Per gli uditori, il pagamento avverrà in un’unica
soluzione da versare tramite bonifico bancario
entro il 31 luglio.
Le spese di viaggio, vitto, alloggio e delle eventuali
escursioni sono a carico dei corsisti.
Tutti i corsisti dovranno essere muniti di abito da
concerto.
Contatti:
Aria Italiana - musica, arte e creatività, Via Roma n. 12, 61040 Mercatello sul Metauro (PU)ITA
tel. 00393493427711 (italiano e inglese) 0039-3396436435 (italiano) - fax: 0039072289133
www.ariaitaliana.it - info@ariaitaliana.it
Marcelletti Lanfranco Jr., 22 Rolling Ridge Road, Amherst, MA 01002, USA
www.umass.edu/orchestra - www.ccoithaca.org/index.php?page=conductor
lmarcelletti@yahoo.com
Orchestra Sinfonica G. Rossini, Largo A. Moro n. 12, 61100 Pesaro (PU) ITA
tel. 00390721580094 - fax 00390721580095
www.orchestrarossini.it - saul.salucci@orchestrarossini.it - bruno.maronna@orchestrarossini.it
Link: Per conoscere il luogo dove si svolge il corso:
Comune di Mercatello sul Metauro - www.comune.mercatellosulmetauro.pu.it
Associazione Pro Loco Mercatellese - www.proloco-mercatello.it
Visita virtuale alle opere d’arte della città (anche in inglese): www.museodelmetauro.it
Per conoscere il festival musicale che ospiterà il concerto conclusivo del corso:
Sito ufficiale di Musica&Musica - http://musicaemusica.proloco-mercatello.it
sabato 29 maggio 2010
di Giosetta Guerra
Torino offre svariate occasioni agli amanti della musica classica di ogni epoca, perché oltre alle buone programmazioni del Teatro Regio, vengono organizzati concerti a ingresso gratuito nelle belle chiese della città in varie ore della giornata.
Abbastanza particolare mi è sembrata l’iniziativa del
Il 23 aprile ho avuto la possibilità di ascoltare un giovane pianista dall’aspetto riservato e schivo, ma con una personalità artistica nel contempo sensibile ed energica. Un artista poco plateale, ma di sostanza.
Nel recital pianistico del 23 aprile Ferrero si è addentrato nel virtuosismo e nel melodismo della pagina di Brahms “Variazioni su un tema di Paganini, libro II op. 35” con sicurezza del tocco, ora deciso ed incisivo ora delicato ed aereo, ha trasmesso imponenza e leggerezza con scioltezza delle dita, chiudendo in un crescendo di potenza e di movimento.
Il tocco è adeguato alla scrittura del lungo brano di Schuman “Carnaval op. 9” , irruente e veloce all’inizio, poi in rallentando nei tempi ma non nella forza, sviluppato soprattutto nelle tessiture centrali e gravi con qualche scintillio in zona acuta e atmosfere romantiche nel canto morbido e sommesso; il finale è possente con brevi intarsi di movimenti leggeri.
Incroci delle mani per i trilli e le scale cromatiche discendenti e ascendenti del breve, travolgente e trascinante “Studio trascendentale nr. 10 in fa minore” di Liszt: una prova di vera maestria.
Ferrero ha proposto come bis lo “Studio op. 25, n. 6” di Chopin: una pioggia di note sulla testiera.
Bravo! Un pianista da seguire.
2° concerto
Tutti i lunedì di aprile alle ore 21 nel magnifico Coro delle Monache Agostiniane attiguo alla Chiesa di Santa Pelagia (sorta a Torino attorno al 1740 e restaurata nel 1998) Via San Massimo 21, si sono tenuti concerti strumentali con gli allievi del Conservatorio G. Verdi di Torino, organizzati dall’Opera Munifica Istruzione in collaborazione col Conservatorio.
Il 26 aprile violino e pianoforte sono stati i protagonisti della serata. Giuseppe Locatto al violino e Giorgia De Lorenzi al pianoforte si sono esibiti con la Sonata in Do magg. K 296 di Mozart, ricca di brio e di leggerezza; Martina Amadesi al violino e Paolo Tolomei al pianoforte hanno ben comunicato la ricchezza musicale della Sonata in Fa magg. K 376 di Mozart; Cecilia Fabbro al violino e Junko Watanabe al pianoforte hanno espresso l’inquietudine, la forza e la densità musicale della Sonata op. 100 n. 2 di Brahms; Giuliana Toselli al violino e Silvia Gregoriani al pianoforte si sono cimentati nella Sonata in sol di Debussy, dalla musica molto variata e con salti di registro, priva di una vera linea melodica per prediligere lo studio dell’effetto sonoro.
Un’iniziativa lodevole che l’Opera Munifica Istruzione porta avanti da quindici anni, per dare ai futuri artisti la possibilità di fare esperienza di palcoscenico e di pubblico, peraltro sempre numeroso. Una delle tante, in quanto l’ente è sede di seminari, corsi di formazione e di perfezionamento, di scuole, la più tipica delle quali è il Nido della Musica, ossia l’asilo nido che predilige il linguaggio musicale come strumento educativo. Quest’idea mi fa impazzire. Magnifica!
Una curiosità: Santa Pelagia, che la leggenda ci tramanda come bellissima ballerina divenuta monaca, è oggi patrona delle attrici drammatiche. (Consultare www.santapelagia.it).
sabato 22 maggio 2010
Parma- Teatro Regio - Werther di Jules Massenet
(Recita del 27 aprile 2010)di Giosetta Guerra
Sulle note cupe dell’ouverture alleggerita dalle delicatezze dei violini un funerale nero visto in controluce attraversa la scena vuota pervasa di luce rossa. La bara, posata a terra e privata del manto nero, diventa prima un muretto nel giardino del borgomastro e poi si divide in panchetti usati dai bambini sia come sedili sia come vassoi. Sul fondale aperto giganteggia un albero investito da luci sempre diverse e poi abbattuto, le luci dai colori accesi cambiano continuamente in base agli ambienti, alle situazioni e agli stati d’animo e creano violenti contrasti, spesso si fa uso della tecnica del controluce e dell’azione nel retroscena. La stanza di Charlotte è ricca di mobili bianchi in confusione, vi domina un lettone sopraelevato e un inginocchiatoio più in alto ancora. La stanza di Werther morente sul letto è piena di libri ed è rischiarata da candelieri accesi, mentre fuori scende la neve su un albero di Natale steso a terra e contro un cielo nero squarciato da una luna bianca sfocata. Le scene sono simboliche e stilizzate, le pareti che si inclinano e si restringono sui personaggi simboleggiano la claustrofobia del dolore. Johann e Schmidt, biondissimi, arrivano in bicicletta e portano l’ombrello, Werther fa il suo ingresso in frac grigio, Charlotte nella sua stanza indossa un abito bianco con strascico e capelli sciolti, Sofie è una delicata figura, Albert un compunto giovine. Scene di Alessandro Chiti, costumi di Giusi Giustino, luci di Paolo Ferrari, regia di Marco Carniti. Allestimento ripreso dal Teatro dell’Opera Giocosa di Savona.


Giorgio Caoduro nel ruolo del composto e razionale Albert, l'anti-eroe romantico, esibisce bel timbro baritonale, fiati lunghi e sostenuti con qualche ondulazione in zona acuta, correttezza, morbidezza e armoniosità del canto, buona dizione. Senza pecche e quindi perfetta la performance del soprano Serena Gamberoni: bella voce luminosa e tecnica ineccepibile, incursioni sicure e delicate nella zona acuta, scenicamente esprime perfettamente la freschezza della giovane Sophie. A completamento del cast ricordiamo il basso Michel Trempont (Borgomastro), il tenorino Nicola Pamio (Schmidt), il bravo baritono Omar Montanari (Johann), il mezzosoprano Azusa Kubo (Kätchen), il tenore Seung Hwa Paek (Brühlmann). Voci aggraziate quelle dei bambini del Coro voci bianche del Teatro Regio di Parma diretto dal Maestro Sebastiano Rolli. Il direttore Michel Plasson riesce a guidare l’Orchestra del Regio nel cangiante percorso sonoro che descrive l’evolversi della situazione: la musica frizzante e festosa all’arrivo dei bambini, delicata e romantica all’incontro di Werther e Charlotte, tormentosa e a dense arcate nella lettura della lettera, struggente e carica di tensione nell’intermezzo, si riduce a cupe arcate gravi e a un colpo di grancassa alla morte di Werther e muore con lui. Uno spettacolo positivo.
Puccini e Lucca a Buenos Aires

Puccini e Lucca a Buenos Aires
Puccini y Lucca en Buenos Aires sarà esposta nel foyer del Teatro Colón in occasione della sua riapertura dopo l'accurato restauro che ha riportato il Teatro agli splendori della sua apertura nel il 25 maggio 1908.
La mostra, realizzata grazie alla collaborazione con la Fundación Teatro Colón, il Teatro Colón, l'Ambasciata italiana in Argentina, Istituto Italiano di Cultura di Buenos Aires, l'Asociación Cultural Toscana di Buenos Aires, verrà inaugurata il 26 maggio, in concomitanza con la rappresentazione de La bohème e resterà aperta fino alla fine di giugno.
Per l'occasione è stato creato un apposito pannello, per la cui realizzazione è stata fondamentale la consulenza di Gustavo Gabriel Otero e Daniel Varacalli Costas, autori del volume Puccini in Argentina, dedicato al viaggio di Puccini a Buenos Aires nel 1905. Tra i viaggi compiuti da Puccini, quello in Argentina riveste un'importanza particolare, per la durata del soggiorno, dal 23 giugno all'8 agosto, per il carattere di Festival che il Teatro de la Opera aveva voluto dare alla stagione, per l'accoglienza ricevuta, e anche per il lauto compenso che gli procurò l'invito della Prensa.© Copyright 2008 - Fondazione Giacomo Puccini - Casermetta San Colombano 1, Mura urbane, 55100 Lucca Tel.: + 39-0583-469225 - Fax: 0039-0583-958324 - info@fondazionegiacomopuccini.it
Miércoles, 26 de mayo de 2010 - miércoles, 30 de junio de 2010
martedì 18 maggio 2010
Simon Boccanegra - Teatro alla Scala, Milano.

Massimo Viazzo
Doveva essere il Boccanegra di Domingo e per Placido si è trattato di un vero trionfo! Dopo l’intervento a cui è stato sottoposto un paio di mesi fa si temeva per la sua salute e invece… eccolo lì, il tenorissimo, sul palcoscenico del Teatro alla Scala a dominare la scena dall’alto di quel carisma che l’ha sempre fatto amare dal suo pubblico. Placido Domingo ritrae un doge autorevole, ma sfaccettato che sa anche intenerirsi e commuovere, in un allestimento tutto sommato abbastanza anonimo e innocuo coprodotto con la Staatsoper unter den Linden di Berlino e curato da Federico Tiezzi (perfino l’entrata dei popolani nella Sala del Consiglio è risultata scenicamente fiacca). Certo, vocalmente a questo Simone manca il colore baritonale e soprattutto negli insiemi, come lo splendido finale del secondo atto, l’equilibrio fonico tra i registri viene compromesso, ma Placido, intelligentemente, non tenta di manipolare il proprio strumento vocale scurendolo artificialmente puntando invece sempre su musicalità e naturalezza.

Sontuosa, al suo fianco, l’Amelia di Anja Harteros, appassionata nel fraseggio, sicura e fermissima negli acuti, in grado di emozionare anche per mezzo di un colore vocale caldo e luminoso. Spavaldo, anche se non variegatissimo in quanto a linea musicale, il Gabriele Adorno di Fabio Sartori, ancora carismatico nonostante un palese prosciugamento timbrico Ferruccio Furlanetto come Fiesco e non molto rifinito il Paolo Albiani di Massimo Cavalletti. Daniel Barenboim trova in questo Simon Boccanegra la sua più compiuta realizzazione verdiana da quando è maestro scaligero. L’inizio dell’opera, ad esempio, è memorabile in quanto a morbidezze e ricercatezza timbrica e spesso gli accompagnamenti risultano soffici ed estremamente pregnanti. Qualche fragore di troppo (specie negli ottoni) non ha pregiudicato una resa strumentale spesso ammirevole. Superba, in tal senso, la prestazione dell’Orchestra del Teatro alla Scala che, assieme al compattissimo Coro del Teatro alla Scala diretto da Bruno Casoni, si è meritata grandissimi applausi in una serata che era cominciata con 10 minuti di ritardo per la lettura di un comunicato sindacale (con orchestra, coro e tecnici tutti sul palcoscenico) in cui si evidenziavano le ragioni di una protesta che sta interessando tutte le istituzioni musicali italiane attinente agli ultimi tagli alla cultura del governo Berlusconi.
lunedì 17 maggio 2010
Carmen a Città del Messico


Luisa Miller al Teatro Regio di Torino

Di Giosetta Guerra
Quando in un’opera il padre è più bello del figlio o l’antagonista più accattivante del protagonista, sarebbe meglio ascoltare e non vedere, se poi anche la scenografia è generica e senza tempo tanto vale chiudere gli occhi o fare l’opera in forma di concerto, fermo restando che le voci siano adeguate. Per Luisa Miller (la vicenda è ambientata in Tirolo, nella prima metà del XVII secolo), andata in scena al Teatro Regio di Torino, dopo la lunga e bellissima ouverture, il sipario si apre su un tetro interno ligneo (eppure c’è una festa di compleanno), che si ripete nel corso dell’opera ogniqualvolta si deve figurare un ambiente chiuso (a volte rischiarato da alberi frondosi agitati dal vento dietro le finestre, quasi a richiamo del Tirolo) e che si alterna con pannelli scorrevoli a disegni geometrici quando l’azione si svolge all’aperto. Il vecchio Miller, padre di Luisa, è qui giovane e aitante, Rodolfo, amante di Luisa, è basso e pienotto, il conte di Walter, padre di Rodolfo è alto, slanciato e bello e Wrum, castellano di Walter che vorrebbe sposare Luisa perché ne è innamorato, è anche un gran bell’uomo. Credibilità scarsa.

Lugo: la cantata scenica di Rossini non va a Reims


lunedì 10 maggio 2010
La Donna senz’Ombra ossia In amor vince chi dice no - LXXIII Maggio Musicale, Firenze
Perché mai la Donna senz’ombra sarebbe dunque inconsapevolmente opportuna a quest’occasione? Quando fu concepita dalla coppia Strauss-Hofmannsthal era il 1915, lo scoppio della Grande Guerra, anche se vide la luce in teatro anni dopo. Il concetto centrale dell’opera è che se non c’è una discendenza la vita è inutile, che la coppia può essere solo benedetta dai figli sennò è una sterile istituzione, meglio il libero amore. Accidenti, diremmo noi, è proprio l’opera per il Vaticano e il Movimento per la Vita, dovrebbero rappresentarla a ogni piè sospinto in Sala Nervi e in tutte le parrocchie del reame per educare questa progenie cinica, peccatrice e consumista. Ma il messaggio, uno dei messaggi, che emerge è che è la discendenza che garantisce il passaggio, la continuità, il legame tra il passato, il presente e il futuro. Esattamente quello che passava con una conflagrazione mondiale in quegli anni e quello che stiamo passando in questo momento nella nostra civiltà attuale, a un secolo di distanza. E il decreto ministeriale, penalizzando la perpetuazione della cultura e della musica attraverso le fondazioni, ne sancirebbe di fatto la scomparsa.
Il gran monologo dell’Imperatrice nell’ultimo atto, dove rinuncia all’ombra per la cui perdita sono finiti prigionieri, tra i geometrici ruderi della loro casa, la Donna e il tintore, era magistrale, da ogni punto di vista. L’isteria della Moglie di Barak e il suo successivo ridimensionamento nella prigionia sono state espresse benissimo dalla Pankratova, voce robusta e di gran bellezza timbrica. La pazienza, l’amore di Barak, anche nei piccoli gesti di Dohmen, venivano fuori ad ogni momento. I brevi interventi del Falco Rosso (Chen Reiss) erano efficaci e impreziositi da un bel costume e da movimenti ben scelti e la tonante voce del Messaggero di Keikobad, immobile in alto nella scena era davvero impressionante. La malvagità della Nutrice, fattucchiera infingarda e melliflua era resa col giusto piglio dalla Braun, pur se la sua voce era meno sonora nel registro grave, che invece caratterizzerebbe meglio un personaggio così demoniaco.
sabato 8 maggio 2010
Firenze: tragica e comica - Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Roma

Il progetto di mettere in musica A Florentine Tragedy di Oscar Wilde accomuna Giacomo Puccini e Alexander Zemlinsky, dato che che Puccini si era interessato per ben due volte al soggetto (desistendo in luogo del Tabarro, opera che narra una storia similare di adulterio, sangue e morte). Zemlinsky, invece, concretizzò il progetto componendo nel 1916 Eine Florentinische Tragödie. E proprio con questo lavoro ha avuto inizio il concerto, con quegli accordi orchestrali così sensuali e orgogliosi, una sorta di allegoria del rapporto tra amore e morte in cui la tragedia è già evidente. Mettendo in scena un semplice triangolo amoroso la tensione drammatica cresceva anche per merito di una orchestrazione evocativa influenzata notevolmente da Strauss, Mahler e Wagner.


Salome di Richard Strauss - Teatro Real de Madrid


L’esperto direttore Jesús López Cobos, responsabile dell’Orchestra Sinfonica di Madrid, ha saputo estrarre melodia e musicalità dalla partitura senza perdere di vista la tensione che progredisce incessantemente dalla prima all’ultima nota.
martedì 4 maggio 2010
IL FANTASTICO MAGO DI OZ – TORINO – TEATRO ALFIERI, Torino
.jpg)
IL FANTASTICO MAGO DI OZ – Musical di rara piacevolezza
(23 aprile 2010)
Di Giosetta Guerra
Una scolaresca si aggira nella platea del teatro e sale in palcoscenico, ascoltando l’introduzione de Il Mago di Oz di Lyman Frank Baum, narrata dalla maestra. Così inizia Il fantastico Mago di Oz, ispirato al celebre romanzo di Baum, rivisitato da Germana Erba e Franca Dorato, messo in scena, con musiche di Bruno Coli e allestimento della Fondazione Teatro Nuovo e Torino Spettacoli, al Teatro Alfieri di Torino, in collaborazione col Teatro Stabile di Pubblico Interesse Torino Spettacoli, col patrocinio di AIACE Torino e del Museo Nazionale del Cinema di Torino nell’ambito di Sottodiciotto Film Festival.
Di questo gruppo di bambini fa parte Dorothy che esordisce cantando la nota canzone “Rainbow” e per magia, ma soprattutto grazie a fantasiose ambientazioni e a sapienti giochi di luci, entra in un mondo incantato di fate buone e streghe cattive, di pupazzi e animali parlanti, di maghi imbroglioni e temuti, mondo nel quale sono proiettati i desideri nella speranza di realizzarli, ma che invece si possono attuare con la forza della volontà. I protagonisti lo capiscono passando attraverso varie peripezie e illuminati da quell’imbroglione del Mago di Oz diventato improvvisamente buono. Ciò che colpisce in questo allestimento è l’ottimo risultato di un lavoro enorme fatto dai docenti e dagli alunni del Liceo Teatro Nuovo di Torino, una realtà scolastica unica in Italia a tre indirizzi: coreutico, corale e artistico. Magnifico! Qui certamente si riesce ad attuare la tanto agognata “formazione integrale dell’alunno” e lo si fa in un clima di gioia.
.jpg)
Powder her face di Thomas Adès - Teatro Rossini di Lugo



domenica 2 maggio 2010
Manon Lescaut di Giacomo Puccini - Teatro Comunale Luciano Pavarotti, Modena

Manon Lescaut di Giacomo Puccini.
(recita del 18 aprile 2010)
Di Giosetta Guerra

Tutti si esprimono con dizione chiara.
Le scene della Fondazione del Teatro Massimo di Palermo (i nomi dello scenografo e del costumista non sono in locandina) sono datate e costantemente offuscate da un velatino, ma fedeli al libretto (taverna e diligenza nel primo atto, lussuosa camera di Manon nella casa di Geronte, con alcova, toilette, paraventi e una vasca da bagno dalla quale Manon si alza mostrando le sue nudità posteriori nel secondo; un cancello di ferro, una nave in attesa, un carcere nel terzo), tranne quella dell’ultimo quadro, che non è una landa sperduta ma un tetro canyon con fondale ora rosso ora blu ora con immagini del passato da ricca di Manon e totalmente nero con scomparsa della scena alla morte di lei; scene storiche riprese da Maestrini nel 1999 e che hanno fatto il giro del mondo. Belli i ricchi costumi settecenteschi della Sartoria Teatrale Arrigo di Milano, con parrucche di Mario Audello di Torino, naturalmente bianche per gli uomini e boccoli biondi ora raccolti in un’alta acconciatura ora fluenti per Manon. Responsabile degli allestimenti è Gianmaria Inzani e il direttore di scena Marco Galarini.

L’Orchestra Regionale dell’Emilia Romagna, che dalla fossa mistica si dilata sui due palchetti di proscenio, esegue attentamente la lettura del direttore Gianluca Martinenghi, dall’espressione melodica dei sentimenti all’impasto sonoro e timbrico della passionalità nel primo atto, dal ricco tessuto orchestrale sotto il duetto di Manon col fratello nel ricordo dell’amante nel secondo atto, che si chiude su un ricamo musicale di assoluta delicatezza, al Preludio del terzo atto, dove la tristezza degli archi è seguita da un’esplosione di solennità che ricorda l’Intermezzo di Cavalleria Rusticana, dal progressivo crescendo di tensione del canto delle prigioniere e dell’implorazione di De Grieux del terzo atto all’introspezione psicologica dei personaggi nel quarto atto, dove domina il senso di solitudine e di disperazione. Possente il Coro Lirico Amadeus della Fondazione del Teatro Comunale di Modena, diretto da Stefano Colò. Funzionali le luci di Bruno Ciulli. Coerente al libretto la regia di Pier Francesco Maestrini, che rispetta la natura dei personaggi e nel secondo atto mette in scena la geriatria, giocando sull’arrugginimento delle articolazioni dei vecchi che circolano nel palazzo di Gerente. Spettacolo soddisfacente, che ha ottenuto il consenso del pubblico.