lunedì 21 novembre 2011



Parma

Auditorium del Carmine





Grande Concerto d’Autunno

(sabato 12 novembre 2011 ore 18)

Di Giosetta Guerra

Il suono morbido e scandito del pianoforte precede il canto e diventa più intenso col crescere dell’enfasi vocale, a volte lo strumento tace per lasciare spazio alla voce: è “Una furtiva lagrima” da L’Elisir d’amore di Donizetti, cantata dal tenore georgiano Shalva Mukeria con suoni sostenuti che si dissolvono in filati in tessitura acuta, accompagnato al pianoforte dal maestro Simone Savina.

Il tocco tiene il ritmo danzante del grande valzer di Juliette “Je veux vivre” da Roméo et Juliette di Gounod, che il soprano australiano Jessica Pratt attacca con morbidezza per lanciarsi in pirotecniche scale ascendenti e discendenti, suoni rinforzati con la messa di voce, squilli veementi, sostenuti dal suono coinvolgente del pianoforte.

Con la patetica aria di Nemorino e la scintillante aria di Juliette vengono presentati al folto pubblico gli artisti Jessica Pratt, Shalva Mukeria e Simone Savina, protagonisti del Grande Concerto d’Autunno, organizzato e presentato da Paolo Zoppi, presidente e anima degli Amici della Lirica del Cral CariParma.


E da qui è tutto un susseguirsi di arie e duetti di forte impatto e di grande difficoltà virtuosistica.

Shalva Mukeria, dotato di voce chiara ed estesa che elargisce con generosità e padronanza del registro acuto e sovracuto, alterna vigore e canto sfumato in “Spirto gentil “da La Favorita di Donizetti sopra le note sfiorate dal Savina con la delicatezza che parla al cuore, si lancia nella funambolica aria dei nove do “Ah mes amis” da La figlia del reggimento con suoni tesi e taglienti, accompagnato dallo scintillio vigoroso del pianoforte, affronta con grande potenza vocale e precisa dizione “Lunge da lei” da La Traviata di Verdi e con acuti che bucano le orecchie la famosissima canzone del Duca di Mantova “La donna è mobile” da Rigoletto. Il tenore ha una canna vocale robusta e fluente, notevole estensione e tenuta dei fiati, ma dovrebbe affinare la tecnica del canto sul fiato.

Jessica Pratt è una belcantista eccezionale, una virtuosa con doti vocali straordinarie e una tecnica di canto ineccepibile. Nell’aria di grande difficoltà virtuosistica Tandis qu’il sommeille” da La Juive di Halevy, grand opéra francese poco rappresentato, l’emissione a fil di voce è accompagnata dal suono morbido del pianoforte, la melodiosità del canto si sposa con la sensibilità del pianista, il virtuosismo vocale che esplode in sovracuti rompicristallo è sostenuto dal brillio del pianoforte.

Voce e strumento sono entrambi protagonisti della leggerezza funambolica di Rossini nell’ aria di Amenaide dal Tancredi Come dolce all’alma mia”, la Pratt usa con eccellente tecnica un mezzo vocale agilissimo, estesissimo, acutissimo, dal timbro adamantino, Savina fa uscire dai tasti la rocambolesca scrittura rossiniana.

Nella cadenza di Elvira de I Puritani di Bellini O rendetemi la speme” il flusso vocale di struggente bellezza, ornato di filati rinforzati con l’uso della messa di voce, si adagia sul tessuto sonoro discreto e penetrante del pianoforte cha ha spazi solistici molto intensi, nella cabaletta che segue “Vien diletto”, un susseguirsi di virtuosismi e sovracuti strabilianti sostenuti dall’aereo funambolismo del maestro Savina, la Pratt è mostruosamente brava.

Poi ci sono i duetti. Il pianista con suono cadenzato interloquisce con l’intensità vocale e le delicatissime mezze voci rinforzate del soprano e con l’attacco in pianissimo del tenore nel seducente duetto d’amore “Verranno a te sull’aure” da Lucia di Lammermoor di Donizetti che chiude la prima parte del programma e introduce con leggerezza di tocco la fluidità d’emissione della Pratt e gli alleggerimenti di Mukeria nel duetto de La Sonnambula di Bellini “Son geloso del zefiro errante”, che chiude la seconda parte.

Ma non finisce qui.

Dopo tutto questo ben di Dio i bis, annunciati ironicamente da Paolo Zoppi come canzonette del floklore delle loro terre e che invece sono brani di grande difficoltà:

l’impervio e trascinante duetto de I Puritani Vieni tra queste braccia”, cantato con molta foga dal tenore e sostenute progressioni acute, “Pourquoi me reveiller” dal Werther di Massenet col ricamo del pianoforte, “La regina della notte” da Il Flauto magico di Mozart, con la quale il soprano ha scatenato il delirio del pubblico.

Un ringraziamento caloroso quindi a Jessica Pratt, Shalva Mukeria, Simone Savina e ovviamente a Paolo Zoppi che a titolo gratuito hanno messo in piedi una serata di altissimo livello per il piacere di un pubblico osannante ma soprattutto a favore dei bambini con gravi problemi di salute.

L’incasso di 4500 euro, infatti, è stato consegnato in palcoscenico al prof. Izzi, che dirige il Reparto di oncoematologia pediatrica dell’Opedale di Parma.
Dopo il concerto cena alla Corale Verdi con artisti (non tutti purtroppo), organizzatori, giornalisti e simpatizzanti.

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