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sabato 22 maggio 2010

Parma- Teatro Regio - Werther di Jules Massenet

Foto Roberto Ricci Teatro Regio di Parma
Parma - Teatro Regio - Werther di Jules Massenet
(Recita del 27 aprile 2010)
di Giosetta Guerra
Sulle note cupe dell’ouverture alleggerita dalle delicatezze dei violini un funerale nero visto in controluce attraversa la scena vuota pervasa di luce rossa. La bara, posata a terra e privata del manto nero, diventa prima un muretto nel giardino del borgomastro e poi si divide in panchetti usati dai bambini sia come sedili sia come vassoi. Sul fondale aperto giganteggia un albero investito da luci sempre diverse e poi abbattuto, le luci dai colori accesi cambiano continuamente in base agli ambienti, alle situazioni e agli stati d’animo e creano violenti contrasti, spesso si fa uso della tecnica del controluce e dell’azione nel retroscena. La stanza di Charlotte è ricca di mobili bianchi in confusione, vi domina un lettone sopraelevato e un inginocchiatoio più in alto ancora. La stanza di Werther morente sul letto è piena di libri ed è rischiarata da candelieri accesi, mentre fuori scende la neve su un albero di Natale steso a terra e contro un cielo nero squarciato da una luna bianca sfocata. Le scene sono simboliche e stilizzate, le pareti che si inclinano e si restringono sui personaggi simboleggiano la claustrofobia del dolore. Johann e Schmidt, biondissimi, arrivano in bicicletta e portano l’ombrello, Werther fa il suo ingresso in frac grigio, Charlotte nella sua stanza indossa un abito bianco con strascico e capelli sciolti, Sofie è una delicata figura, Albert un compunto giovine. Scene di Alessandro Chiti, costumi di Giusi Giustino, luci di Paolo Ferrari, regia di Marco Carniti. Allestimento ripreso dal Teatro dell’Opera Giocosa di Savona.



Sul piano vocale non si poteva avere un cast meglio assortito, a cominciare dal pluriosannato tenore Francesco Meli nel ruolo protagonista. Il suo Werther è un giovane pieno di slanci e di ritrosie, che si esprime con squillo sicuro e mezze voci sospirose, il mezzo vocale estesissimo e di bel timbro è usato prevalentemente sul forte, il canto a piena voce è trascinante, strepitoso nel finale del II atto; Pourquoi me reveiller è cantata con la giusta alternanza di smorzature e d’irruenze e tutta la scena è pervasa da maggior passione, complice anche l’intensità della musica. Tuttavia un’attenta opera di cesello sul canto sfumato renderebbe maggior giustizia al personaggio, più artista “ossianico” che titano romantico, e darebbe perfetta espressione al monologo interiore di Werther, costruito sul flusso di emozioni e di rapimenti. Sonia Ganassi regala suoni bruniti, espansioni liriche ed intensità d’espressione a Charlotte, il mezzosoprano è scenicamente e tecnicamente una brava artista, abile nel porgere, nell’usare le mezze voci, nello svettare nella tessitura acuta, ma mostra carenza di sonorità e di peso nella tessitura grave e poca chiarezza di dizione in quella media dove i suoni appaiono piuttosto chiusi.


Giorgio Caoduro nel ruolo del composto e razionale Albert, l'anti-eroe romantico, esibisce bel timbro baritonale, fiati lunghi e sostenuti con qualche ondulazione in zona acuta, correttezza, morbidezza e armoniosità del canto, buona dizione. Senza pecche e quindi perfetta la performance del soprano Serena Gamberoni: bella voce luminosa e tecnica ineccepibile, incursioni sicure e delicate nella zona acuta, scenicamente esprime perfettamente la freschezza della giovane Sophie. A completamento del cast ricordiamo il basso Michel Trempont (Borgomastro), il tenorino Nicola Pamio (Schmidt), il bravo baritono Omar Montanari (Johann), il mezzosoprano Azusa Kubo (Kätchen), il tenore Seung Hwa Paek (Brühlmann). Voci aggraziate quelle dei bambini del Coro voci bianche del Teatro Regio di Parma diretto dal Maestro Sebastiano Rolli. Il direttore Michel Plasson riesce a guidare l’Orchestra del Regio nel cangiante percorso sonoro che descrive l’evolversi della situazione: la musica frizzante e festosa all’arrivo dei bambini, delicata e romantica all’incontro di Werther e Charlotte, tormentosa e a dense arcate nella lettura della lettera, struggente e carica di tensione nell’intermezzo, si riduce a cupe arcate gravi e a un colpo di grancassa alla morte di Werther e muore con lui. Uno spettacolo positivo.

domenica 20 dicembre 2009

Premio Tiberini 2009

PREMIO LIRICO INTERNAZIONALE MARIO TIBERINI (XVIII ed.)
150° Anniversario di nozze del tenore Mario Tiberini col soprano Angiolina Ortolani


Matteo Pais, Giosetta Guerra, Serena Gamberoni, Michele Suozzo, Rosita Tassi, Carlo Di Cristoforo, Il sindaco Antonio Di Francesco, l'Assessore alla cultura Regione Marche Vittoriano Solazzi
foto di Davide Salviani

Il 28 novembre 2009 l’Associazione Musicale Mario Tiberini ha festeggiato il 150° anniversario del matrimonio del tenore Mario Tiberini con il soprano Angiolina Ortolani, avvenuto a Barcellona (Spagna) nel 1859, conferendo il Premio Lirico Tiberini d’oro ai coniugi -tenore e soprano- FRANCESCO MELI e SERENA GAMBERONI, come validi eredi della storica coppia nell’arte del belcanto, per il carisma e il talento teatrale, per l’incantevole affiatamento vocale e scenico, per il modo di porgere, accentare e fraseggiare, per la capacità di usare a fini espressivi le eccellenti doti vocali, e il Tiberini d’argento alla coppia basso e soprano Carlo Di Cristoforo e Rosita Tassi con le seguenti motivazioni: Carlo Di Cristoforo, per la bellezza e la maestosità della voce dal timbro denso e suggestivo, per una presenza scenica autorevole e conturbante, per un fraseggio ampio e musicale con cui delinea il dramma che investe i grandi personaggi verdiani; Rosita Tassi per il colore e la musicalità della voce, per l’estensione e la generosità del suono, che, uniti all’incisività dell’accento e all’espressività lirica della parola scenica, la rendono valida interprete dei grandi temi affettivi delle eroine del melodramma.
Ha ricevuto il Tiberini d’oro anche la trasmissione di Radio Tre LA BARCACCIA, come unico programma d’opera lirica nel palinsesto quotidiano radiotelevisivo italiano, molto seguito da melomani e neofiti, che si avvale dell’alta competenza e dell’arte affabulatoria di due insostituibili conduttori e noti critici musicali: Enrico Stinchelli e Michele Suozzo.
La serata di gala per la consegna dei premi si è tenuta al Teatro Tiberini San Lorenzo in Campo (PU), che ha ospitato quest’anno la XVIII edizione del Premio, il cui presidente onorario è il basso americano Samuel Ramey, premiato nella prima edizione.

Pais, Gamberoni, Di Cristoforo
foto di Davide Salviati

Gli artisti, purtroppo non tutti presenti per motivi di salute o per impegni inaspettatamente sopraggiunti, hanno intrattenuto il pubblico, sempre numeroso e osannante in questa manifestazione, con le più note arie delle opere dei nostri grandi compositori dell’800. Nella prima parte Carlo Di Cristoforo ha cantato due arie di Verdi Il lacerato spirito dal Simon Boccanegra e Ella giammai m'amò dal Don Carlo e una pagina tratta da Salvator Rosa, un’opera di Gomes poco conosciuta, Di sposo, di padre; Rosita Tassi si è cimentata in Puccini (Un bel dì vedremo da Madama Butterfly e Vissi d'arte e Il tuo sangue, il mio amore volea…da Tosca) e di Gastaldon (Musica proibita). Nella seconda parte Serena Gamberoni ha estasiato il pubblico con una voce magnifica e magnificente, veramente splendida in tutta la gamma, cantando Deh vieni, non tardar da Le Nozze di Figaro di Mozart, Quando m’en vo da Bohème di Puccini, O mio babbino caro da Gianni Schicchi di Puccini e il duetto dal Don Giovanni di Mozart Là ci darem la mano con Carlo Di Cristoforo. Tutti i cantanti sono stati accompagnati al pianoforte da Matteo Pais. Nell’Intermezzo Michele Suozzo, in rappresentanza della Barcaccia, ha proiettato e commentato due interessanti edizioni di Carmen, una delle quali del 1914. Alla fine la premiazione sotto una pioggia di fiori seguita da un brindisi vero in palcoscenico e l’ingresso di sua maestà la torta, ideata e realizzata dal Prof. Mangialardi con alcuni suoi alunni dell’Istituto Alberghiero Panzini di Senigallia, torta che riproduceva lo spaccato di un teatro, con la coppia Tiberini-Ortolani in cioccolata sul palcoscenico. L’ideatrice ed organizzatrice del premio Giosetta Guerra, che promuove la lirica anche nelle scuole, ha avuto due giovanissimi ma già esperti collaboratori come conduttori della serata, Chiara ed Edoardo Gamurrini, di 12 e 10 anni, che hanno una certa dimestichezza del palcoscenico sia come presentatori che come interpreti della parola sia cantata che parlata

torta, foto di Davide Salviati



mercoledì 4 novembre 2009

SALOTTO MUSICALE


SALOTTO MUSICALE

Prima parte

Mozart Le Nozze di Figaro Deh vieni, non tardar soprano
Cilea Arlesiana È la solita storia tenore
Puccini Bohème Quando m'en vo soprano
Donizetti L’Elisir d’amore Una furtiva lagrima tenore
Donizetti Don Pasquale Tornami a dir che m'ami tenore-soprano
Premiazione
Seconda parte

Video La Barcaccia Le Perle Nere commento di Stinchelli e Suozzo
Verdi La Traviata Parigi o cara tenore-soprano
Donizetti L’Elisir d’amore Una parola, o Adina tenore-soprano
Come Paride vezzoso baritono
Verdi La Traviata Libiam nei lieti calici tutti con brindisi

Francesco Meli tenore
Serena Gamberoni soprano
Enrico Stinchelli critico musicale
(eccezionalmente in veste di baritono)
Michele Suozzo critico musicale
Matteo Pais al pianoforte

Presentano Giosetta, Edoardo e Chiara
Teatro Tiberini S. Lorenzo in Campo 28 novembre 2009 ore 21

domenica 20 settembre 2009

Una gloria marchigiana del passato


MARIO TIBERINI tenore (1826-1880)
Una gloria marchigiana del passato
(Questo è il titolo della biografia del tenore scritta e pubblicata in prima mondiale assoluta da Giosetta Guerra per il 180° anniversario della nascita di Tiberini )

Mario Tiberini nasce a S. Lorenzo in Campo (Pesaro) l’8 settembre 1826.
Studia a Roma, dove debutta, a 25 anni, al Teatro Argentina nel ruolo di Idreno nella Semiramide di Rossini, poi canta a Napoli e a Palermo.
La sua carriera si sviluppa inizialmente nelle Americhe, dove Tiberini si esibisce dal 1854 al 1858 e debutta gran parte delle opere che formeranno il suo repertorio.
Rientrato in Europa nel 1858, tiene un concerto presso il Teatro Trionfo di San Lorenzo in Campo (PU) per il battesimo di suo nipote Teotimo, poi va a Barcellona in Spagna, dove conosce e sposa nel 1859 il soprano Angiolina Valandris Ortolani, con la quale canterà poi nei principali teatri italiani e stranieri opere di Rossini, Bellini, Gounod, Meyerbeer, Donizetti, Verdi, Marchetti, Faccio e altri compositori meno conosciuti.
Ha anche il merito di aver riportato nei teatri opere rossiniane già allora cadute nell’oblio, come Matilde di Shabran.
La sua carriera è strettamente legata alla storia del Risorgimento Italiano. Esegue concerti per la spedizione dei Mille, per l’apertura del Parlamento Italiano e per la causa italiana. I personaggi storici del tempo sono spesso presenti alle sue recite e la risonanza della sua bravura si espande per l’Europa.
“Del pari valente sia nel canto di grazia e agilità che in quello di forza e passione,Tiberini è presto conteso da tutti i più importanti teatri”.
Verdi stesso ne fa un punto fermo per il ruolo di Alvaro ne La Forza del destino e per quello di Riccardo in Un Ballo in maschera.
La sua carriera si chiude nel 1876 e la sua vita termina il 16 ottobre 1880.
Dopo quattro mesi gli viene intitolato il Teatro Trionfo di S. Lorenzo in Campo, che da allora si chiama appunto Teatro Mario Tiberini.
A 180 anni dalla nascita viene pubblicata la sua prima biografia a cura della professoressa Giosetta Guerra, giornalista d’opera e studiosa del tenore, intitolata appunto “MARIO TIBERINI tenore (1826-1880)-Una gloria marchigiana del passato”, dalla quale si evince l’importanza di questo personaggio che nell’800 è stato il tenore più gettonato prima dell’avvento di Caruso. Basti pensare che Verdi e il compositore marchigiano Filippo Marchetti se lo contendevano.
Nel 2006, a 180 anni dalla sua nascita, l’Associazione Musicale Mario Tiberini affigge un’epigrafe sulla sua casa di nascita, che si trova a San Lorenzo in Campo nella Piazzetta del Teatro e nel 2008, in occasione del 150° anniversario dell’esibizione del tenore nel locale teatro, allora chiamato Teatro Trionfo, inaugura un’epigrafe nel foyer del Teatro Tiberini a ricordo di questo evento. Quest’anno, 2009, è il 150° anniversario delle nozze di Mario Tiberini con Angiolina Ortolani e l’Associazione Musicale Mario Tiberini insieme col Comune di San Lorenzo organizzerà il 28 novembre al Teatro Tiberini di S. Lorenzo in Campo (PU) una sorta di festa di nozze e conferirà il Premio Tiberini d’oro alla coppia tenore-soprano Francesco Meli-Serena Gamberoni, che ricordano la fase belcantistica dei coniugi Tiberini..