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sabato 14 agosto 2010

Aperitivi culturali agli Antichi Forni di Macerata

Foto: Mario Tiberini (tenore machigiano)
di Giosetta Guerra

Le persone che frequentano gli incontri agli Antichi Forni di Macerata si aspettano di sentire cose nuove o curiosità sulle opere che andranno ad ascoltare. Il 31 luglio Carla Moreni ha presentato al folto pubblico l’opera di Giuseppe Verdi “La Forza del destino”, raccontandone la trama (che si può leggere ovunque) e mettendo in evidenza il carattere dei personaggi e alcune particolarità musicali, certamente noti alla maggior parte degli astanti. Forse poteva essere più accattivante parlare di ciò che accadeva alla Scala nel 1869, fuori e dentro il teatro, prima e dopo il debutto della terza edizione dell’opera in questione, degli interpreti, visto che il protagonista era marchigiano, dello stato d’animo di Verdi e dei compositori che attendevano il loro turno per l’uso del teatro, visto che uno di loro era marchigiano. Forse Carla Moreni non sa che esiste un libro di una marchigiana dove tutto questo è ben descritto, ma Pier Luigi Pizzi sì.
Insomma queste Marche le vogliamo valorizzare o vogliamo farne un contenitore per ospiti graditi e non paganti?

Ecco un estratto dal mio libro sul tenore marchigiano, favorito di Verdi, “Mario Tiberini”.
Provate a vedere se appaga la vostra curiosità, come ha appagato la mia.

Durante la cosiddetta “settimana grassa” di carnevale1869, alla Scala di Milano ogni sera viene allestita un’opera con il teatro illuminato a giorno.

Domenica Don Carlos
Lunedì Mosè
Martedì Gli Ugonotti
Mercoledì Don Carlos
Giovedì Mosè
Venerdì Don Carlos
Sabato Gli Ugonotti

Le opere si protraggono per tutta la settimana di quaresima, (Tiberini canta solo ne Gli Ugonotti, nelle altre due canta Mongini), procurando un notevole ritardo sull’allestimento della nuova opera, La Forza del destino di Verdi. Gli abbonamenti per la realizzazione di tale opera erano comunque iniziati alla fine dell’anno precedente. Finalmente mercoledì 27 gennaio 1869 cominciano le prove de La Forza, sotto la direzione dello stesso Verdi e con un cast d’eccezione.
Ma il Maestro è preoccupato, perché, a causa dei troppi impegni dei cantanti, le prove sono poche. Il 5 febbraio (domenica) 1869 Verdi scrive ad Escudier da Milano:
“Caro Léon,
Sono qui da otto giorni e voleva scrivervi sempre in ogni giorno, ma nei primi giorni di prova vi è sempre molto da fare, e non ho mai potuto farlo. Non saprei dirvi quando andrà in scena La Forza del Destino, perché si fanno prove brevi, dovendo gli artisti cantare in questa settimana tutte le sere o D. Carlos o gli Ugonotti. Capite bene, tutte le sere! C’è da crepare cantar sempre opere di quella mole e provare il mattino”.
(G. Marchesi – Gli anni della Forza del destino, in Verdi, Bollettino dell’Istituto di Studi Verdiani, vol. II, n. 6, Parma, Istituto di Studi Verdiani, 1966).

Il 10 febbraio l’opera non è ancora andata in orchestra e gli altri compositori, che attendono il loro turno per presentare la loro opera alla Scala, sono in fibrillazione a causa di tali ritardi. La Commissione del Teatro alla Scala, infatti, aveva già inserito come opera d’obbligo nel cartellone della stagione un’opera nuova del compositore marchigiano Filippo Marchetti (1831-1902), che musicò Ruy Blas nel 1869, ma il prolungarsi dei lavori per l’allestimento de La Forza del destino, la confina alla fine della stagione, l’opera andrà in scena alla Scala il 5 aprile dello stesso anno con Tiberini nel ruolo protagonista.

“Montuoro e Marchetti si sono messi l’anima in pace, giacché volle il destino che in causa della “Forza del destino” essi sieno forzati ad aspettare che le loro opere sieno date per ultime. Il “Pungolo” per tranquillizzare Marchetti, dice che Tiberini ha prolungato il suo contratto, ma sino ad ora questo non è che un pio desiderio del pubblico, che in Tiberini vede e riconosce un vero appoggio della stagione ed una balla dell’Impresa della Scala, la quale si è addormentata e se la “Forza del destino” ritarda di comparire, dovrà smettere le rappresentazioni, perché Tiberini andrà via e allora non saranno più in tempo di riconfermarlo!” (Il Trovatore – 4 febb. 1869 – LA RIVISTA DELLA SETTIMANA - Firmato: IL NOVELLIERE).

Mario Tiberini è ormai diventato un punto fermo per molti compositori e per tutti gli spettatori. La sua partecipazione a questa opera verdiana rende ancor più frenetica l’attesa. E finalmente il 27 febbraio 1869 alla Scala di Milano avviene il debutto de La Forza del destino presentata nella definitiva edizione riformata.
(Interpreti: Mario Tiberini tenore (Don Alvaro), Ida Benza Nagy giovane mezzosoprano magiaro (Preziosilla - debutto), Luigi Colonnese baritono (Don Carlo), Marcello Junca basso (Padre Guardiano), Giacomo Rota basso (Fra Melitone), Teresa Stolz soprano (Leonora), Giuseppe Vecchi basso (il Marchese di Calatrava), Ester Neri mezzosoprano (Curra), Luigi Alessandrini basso (un alcade), Antonio Tasso tenore (Mastro Trabucco), Vincenzo Paraboschi basso (un chirurgo militare). Scene di Carlo Ferrario, pittore dei costumi Pessina. Maestro del Coro Zirillo (bravissimo). Dir. Orch. Angelo Mariani. Clarinettista Bassi. Flautista Pizzi. Regista e coordinatore: Giuseppe Verdi. 13 repliche.

Tutti i timori vengono di colpo fugati e tutte le ansie trovano appagamento nell’enorme successo ottenuto da quest’opera nuova, che fa incassare dieci mila lire.

“Tentar di ridire le emozioni vivissime che abbiam provato jersera alla Scala è cosa impossibile. Non fu una prima rappresentazione - fu una festa dell’arte - una di quelle feste che lasciano incancellabile la loro memoria in quanti vi presero parte. Tutto il pubblico e l’orchestra in piedi, a batter le mani freneticamente, applausi con l’agitar dei cappelli, con lo sventolare in platea dei fazzoletti, e nei palchi col grido Viva Verdi.” (Il Pungolo dalla Gazzetta Musicale di Milano, n. 9; 3 marzo 1869, pgg. 66 e 67.

La sera della prima e nelle serate successive con la Stolz e Tiberini si toccano le punte più alte dell’entusiasmo e lo splendido allestimento dell’Impresa Bonola e Brunello contribuisce visibilmente alla buona riuscita dello spettacolo, che unisce la precisione tedesca al fuoco e al colorito italiano.

“E’ vero che il solito Parravicini non può fare a meno di notare che, unitamente alla Benza, essi tendono a crescere rispetto al basso diapason,……ma è anche vero che lo stesso critico riconosce che la Stolz meritò grandi applausi e che Tiberini fu sublime come attore e come cantante.” (Giorgio Gualerzi: op. cit. p. 902) “Luigi Colonnese, la Benza, Rota, Tiberini gareggiarono a chi meglio.” (La Lombardia dalla Gazzetta Musicale di Milano, n. 9; 3 marzo 1869, p. 66).
La Stolz, Tiberini e Rota risultano essere gli eroi della serata. Unanime è il consenso della critica per il tenore Mario Tiberini.

“Tiberini si rivelò per così grande artista, che io dovetti chinare il capo e rinnegare le mie ingiuste prevenzioni”, scrive il critico de Il Gazzettino Rosa (28 febbraio 1869) e su Il Pungolo si legge che “la deliziosa romanza con cui si apre il terzo atto è stata cantata dal Tiberini con quell’accento di cui egli solo possiede il segreto, e con quella correttezza artistica, che lunge dallo scemare, aggiunge espressività all’accento” (Il Pungolo, dalla Gazzetta Musicale di Milano, n. 9; 3 marzo 1869, p. 68), infine La Lombardia esprime “speciale ammirazione pel tenore Tiberini , che in nessun’opera mai ci parve più grande, sia dal lato del canto che dell’azione drammatica.”
Egli ottiene forti applausi nell’atto terzo per la romanza e il duettino col Colonnese e nell’ultimo atto per il duetto tenore – baritono e il terzetto basso – tenore – soprano col quale si chiude l’opera. L’esecuzione della romanza del terzo atto “da parte dell’esimio Tiberini fu all’altezza della bellissima composizione; poscia piacque il duetto di Carlo e Alvaro (ferito).” (Il Secolo, 28 febbraio 1869).

“Il duettino col baritono parve un giojello di limpida e serena melodia………Nell’atto quarto Havvi un bellissimo duetto per baritono e tenore (Colonnese e Tiberini )… ed un nuovo terzetto per soprano, tenore, e basso, che piacerà maggiormente dopo parecchie udizioni. Verdi venne gloriosamente chiamato all’onore del proscenio più di venti volte, ed il grand’uomo ne sembrava profondamente grato e soddisfatto……Tiberini fu sublime come attore e come cantante.” (Il Secolo dalla Gazzetta Musicale di Milano, Anno XXIV, n. 9; 3 marzo 1869, pgg. 68 e 69).

“Dopo la comica scena della minestra (atto IV), c’è il duetto tra baritono e tenore, quindi la grande aria della donna e finalmente il terzetto finale – tre pezzi in cui l’odio, l’amore, la rassegnazione cristiana trovano la loro più alta espressione – e in cui il Tiberini e la Stolz sono veramente sublimi per ispirazione d’accento e d’azione, assai bene secondati dal Colonnese nel duetto, dal Junca nel terzetto”. (Il Pungolo, dalla Gazzetta Musicale di Milano, p. 68).

“Terzo atto, fanatismo la romanza di Tiberini, due chiamate Verdi: duettino Tiberini e Colonnese, acclamatissimo, due chiamate Verdi……… Atto quarto,………fanatismo il duetto fra Tiberini e Colonnese, due chiamate Verdi. Chiamato il pittore per la scena dei dirupi…Terzetto finale fanatismo. Calata la tela, quattro chiamate Stolz, Junca, Tiberini col maestro ed un’ultima volta il maestro solo. Somma, 24 chiamate per Verdi. Esecuzione stupenda, come non si udì forse mai alla Scala. Pubblico infanatichito. Verdi commosso tanta ovazione” . (Cosmorama, p. 69).

domenica 27 settembre 2009

Mario Tiberini


Casa natale del tenore Mario Tiberini


Casa natale del tenore Mario Tiberini
Via Tiberini 18, San Lorenzo in Campo (PU), Marche, Italia

mercoledì 23 settembre 2009

PREMIO LIRICO INTERNAZIONALE “ M A R I O T I B E R I N I ”



Teatro Tiberini San Lorenzo in Campo (PU) Italia - XVI edizione Premio Lirico Internazionale Mario Tiberini - 7 agosto 2007 - Foto premiati: Enrico Reggioli, Michele Pertusi, Daniela Dessì, Fabio Armiliato, Simona Marchini

PREMIO LIRICO INTERNAZIONALE “ M A R I O T I B E R I N I ”
Presidente Onorario Samuel Ramey

PREMIO LIRICO INTERNAZIONALE “ M A R I O T I B E R I N I ”

Presidente Onorario Samuel Ramey
Ideato e organizzato per la prima volta nel 1989 dalla Prof.ssa
Giosetta Guerra di San Lorenzo in Campo, il Premio Lirico
Internazionale “Mario Tiberini” è nato per riportare alla luce
una gloria del passato, il tenore laurentino Mario Tiberini, al quale
sono intitolati il Teatro Comunale di San Lorenzo in Campo e la via
retrostante. Il primo artista premiato è stato il grande basso americano
Samuel Ramey, che è diventato in seguito Presidente Onorario
del Premio Tiberini.
Il Premio “Tiberini d’oro” è riservato ad artisti famosi,
il Premio “Tiberini d’argento” viene conferito a giovani artisti in
carriera, ovviamente operanti nel campo del teatro d’opera.
I premi sono lavorati a mano da un orafo specializzato su bozzetto di
Giosetta Guerra.
EDIZIONI PRECEDENTI


TIBERINI D’ORO

1989 Samuel Ramey basso
1990 Pietro Ballo tenore
1991 Chris Merritt tenore
1992 Mariella Devia soprano
1995 Roberto Servile baritono
1996 Rockwell Blake tenore
Giuseppe Taddei baritono
1997 Giusi Devinu soprano
1998 Andrea Bocelli tenore
Daniela Dessì soprano
1999 Cecilia Gasdia soprano
Bruno Praticò baritono
Pier Luigi Pizzi regista
2000 Graciela Alperyn mezzosoprano
2001 Maria Dragoni soprano
Carlo Morganti maestro di coro
Coro lirico “V. Bellini” di Ancona
2003 Juan Diego Florez tenore
2004 Katia Ricciarelli soprano
Bruno de Simone baritono
2005 Michele Mirabella regista
Luca Canonici tenore
2006 Elisabetta Courir regista
Federico Mondelci direttore d’orchestra
Giosetta Guerra biografa di Mario Tiberini e
ideatrice del Premio Tiberini
2007 Dimitra Theodossiou soprano
Daniele Rubboli regista e presentatore
Michele Pertusi basso
Fabio Armiliato tenore
Simona Marchini attrice e regista
Daniela Dessì soprano proclamata
Regina della lirica
2008 Nicola Martinucci tenore
Amarilli Nizza soprano
Gabriele Lavia regista e attore


TIBERINI D’ARGENTO

1991 Marcello Lippi baritono
Adelisa Tabiadon soprano
1992 Natale De Carolis basso
1996 Eva Mei soprano
Patrizia Orciani soprano
Paola Molinari pianista
1997 Paul Austin Kelly tenore
Coro Mezio Agostini di Fano
1998 Nicola Ulivieri basso
Andrea Concetti baritono
Antonio Bigonzi violinista
1999 Marcello Bedoni tenore
Rosetta Cucchi pianista
2000 Antonino Siracusa tenore
Lorenzo Regazzo basso
Raimund See direttore d’orchestra
2001 Patrizio Saudelli tenore
Gianpaolo Mazzoli compositore
2003 Yolanda Auyanet soprano
Marco Vinco basso
2004 Francesca Provvisionato mezzosoprano
Marco Spotti basso
2005 Riccardo Zanellato basso
Enrico Reggioli pianista e direttore d’orchestra

2006 Accademia Lirica di Cagli
Coro Umberto Giordano di Foggia
2007 Leonardo Galeazzi baritono


domenica 20 settembre 2009

Una gloria marchigiana del passato


MARIO TIBERINI tenore (1826-1880)
Una gloria marchigiana del passato
(Questo è il titolo della biografia del tenore scritta e pubblicata in prima mondiale assoluta da Giosetta Guerra per il 180° anniversario della nascita di Tiberini )

Mario Tiberini nasce a S. Lorenzo in Campo (Pesaro) l’8 settembre 1826.
Studia a Roma, dove debutta, a 25 anni, al Teatro Argentina nel ruolo di Idreno nella Semiramide di Rossini, poi canta a Napoli e a Palermo.
La sua carriera si sviluppa inizialmente nelle Americhe, dove Tiberini si esibisce dal 1854 al 1858 e debutta gran parte delle opere che formeranno il suo repertorio.
Rientrato in Europa nel 1858, tiene un concerto presso il Teatro Trionfo di San Lorenzo in Campo (PU) per il battesimo di suo nipote Teotimo, poi va a Barcellona in Spagna, dove conosce e sposa nel 1859 il soprano Angiolina Valandris Ortolani, con la quale canterà poi nei principali teatri italiani e stranieri opere di Rossini, Bellini, Gounod, Meyerbeer, Donizetti, Verdi, Marchetti, Faccio e altri compositori meno conosciuti.
Ha anche il merito di aver riportato nei teatri opere rossiniane già allora cadute nell’oblio, come Matilde di Shabran.
La sua carriera è strettamente legata alla storia del Risorgimento Italiano. Esegue concerti per la spedizione dei Mille, per l’apertura del Parlamento Italiano e per la causa italiana. I personaggi storici del tempo sono spesso presenti alle sue recite e la risonanza della sua bravura si espande per l’Europa.
“Del pari valente sia nel canto di grazia e agilità che in quello di forza e passione,Tiberini è presto conteso da tutti i più importanti teatri”.
Verdi stesso ne fa un punto fermo per il ruolo di Alvaro ne La Forza del destino e per quello di Riccardo in Un Ballo in maschera.
La sua carriera si chiude nel 1876 e la sua vita termina il 16 ottobre 1880.
Dopo quattro mesi gli viene intitolato il Teatro Trionfo di S. Lorenzo in Campo, che da allora si chiama appunto Teatro Mario Tiberini.
A 180 anni dalla nascita viene pubblicata la sua prima biografia a cura della professoressa Giosetta Guerra, giornalista d’opera e studiosa del tenore, intitolata appunto “MARIO TIBERINI tenore (1826-1880)-Una gloria marchigiana del passato”, dalla quale si evince l’importanza di questo personaggio che nell’800 è stato il tenore più gettonato prima dell’avvento di Caruso. Basti pensare che Verdi e il compositore marchigiano Filippo Marchetti se lo contendevano.
Nel 2006, a 180 anni dalla sua nascita, l’Associazione Musicale Mario Tiberini affigge un’epigrafe sulla sua casa di nascita, che si trova a San Lorenzo in Campo nella Piazzetta del Teatro e nel 2008, in occasione del 150° anniversario dell’esibizione del tenore nel locale teatro, allora chiamato Teatro Trionfo, inaugura un’epigrafe nel foyer del Teatro Tiberini a ricordo di questo evento. Quest’anno, 2009, è il 150° anniversario delle nozze di Mario Tiberini con Angiolina Ortolani e l’Associazione Musicale Mario Tiberini insieme col Comune di San Lorenzo organizzerà il 28 novembre al Teatro Tiberini di S. Lorenzo in Campo (PU) una sorta di festa di nozze e conferirà il Premio Tiberini d’oro alla coppia tenore-soprano Francesco Meli-Serena Gamberoni, che ricordano la fase belcantistica dei coniugi Tiberini..