Visualizzazione post con etichetta Giosetta Guerra. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Giosetta Guerra. Mostra tutti i post

sabato 14 agosto 2010

Aperitivi culturali agli Antichi Forni di Macerata

Foto: Mario Tiberini (tenore machigiano)
di Giosetta Guerra

Le persone che frequentano gli incontri agli Antichi Forni di Macerata si aspettano di sentire cose nuove o curiosità sulle opere che andranno ad ascoltare. Il 31 luglio Carla Moreni ha presentato al folto pubblico l’opera di Giuseppe Verdi “La Forza del destino”, raccontandone la trama (che si può leggere ovunque) e mettendo in evidenza il carattere dei personaggi e alcune particolarità musicali, certamente noti alla maggior parte degli astanti. Forse poteva essere più accattivante parlare di ciò che accadeva alla Scala nel 1869, fuori e dentro il teatro, prima e dopo il debutto della terza edizione dell’opera in questione, degli interpreti, visto che il protagonista era marchigiano, dello stato d’animo di Verdi e dei compositori che attendevano il loro turno per l’uso del teatro, visto che uno di loro era marchigiano. Forse Carla Moreni non sa che esiste un libro di una marchigiana dove tutto questo è ben descritto, ma Pier Luigi Pizzi sì.
Insomma queste Marche le vogliamo valorizzare o vogliamo farne un contenitore per ospiti graditi e non paganti?

Ecco un estratto dal mio libro sul tenore marchigiano, favorito di Verdi, “Mario Tiberini”.
Provate a vedere se appaga la vostra curiosità, come ha appagato la mia.

Durante la cosiddetta “settimana grassa” di carnevale1869, alla Scala di Milano ogni sera viene allestita un’opera con il teatro illuminato a giorno.

Domenica Don Carlos
Lunedì Mosè
Martedì Gli Ugonotti
Mercoledì Don Carlos
Giovedì Mosè
Venerdì Don Carlos
Sabato Gli Ugonotti

Le opere si protraggono per tutta la settimana di quaresima, (Tiberini canta solo ne Gli Ugonotti, nelle altre due canta Mongini), procurando un notevole ritardo sull’allestimento della nuova opera, La Forza del destino di Verdi. Gli abbonamenti per la realizzazione di tale opera erano comunque iniziati alla fine dell’anno precedente. Finalmente mercoledì 27 gennaio 1869 cominciano le prove de La Forza, sotto la direzione dello stesso Verdi e con un cast d’eccezione.
Ma il Maestro è preoccupato, perché, a causa dei troppi impegni dei cantanti, le prove sono poche. Il 5 febbraio (domenica) 1869 Verdi scrive ad Escudier da Milano:
“Caro Léon,
Sono qui da otto giorni e voleva scrivervi sempre in ogni giorno, ma nei primi giorni di prova vi è sempre molto da fare, e non ho mai potuto farlo. Non saprei dirvi quando andrà in scena La Forza del Destino, perché si fanno prove brevi, dovendo gli artisti cantare in questa settimana tutte le sere o D. Carlos o gli Ugonotti. Capite bene, tutte le sere! C’è da crepare cantar sempre opere di quella mole e provare il mattino”.
(G. Marchesi – Gli anni della Forza del destino, in Verdi, Bollettino dell’Istituto di Studi Verdiani, vol. II, n. 6, Parma, Istituto di Studi Verdiani, 1966).

Il 10 febbraio l’opera non è ancora andata in orchestra e gli altri compositori, che attendono il loro turno per presentare la loro opera alla Scala, sono in fibrillazione a causa di tali ritardi. La Commissione del Teatro alla Scala, infatti, aveva già inserito come opera d’obbligo nel cartellone della stagione un’opera nuova del compositore marchigiano Filippo Marchetti (1831-1902), che musicò Ruy Blas nel 1869, ma il prolungarsi dei lavori per l’allestimento de La Forza del destino, la confina alla fine della stagione, l’opera andrà in scena alla Scala il 5 aprile dello stesso anno con Tiberini nel ruolo protagonista.

“Montuoro e Marchetti si sono messi l’anima in pace, giacché volle il destino che in causa della “Forza del destino” essi sieno forzati ad aspettare che le loro opere sieno date per ultime. Il “Pungolo” per tranquillizzare Marchetti, dice che Tiberini ha prolungato il suo contratto, ma sino ad ora questo non è che un pio desiderio del pubblico, che in Tiberini vede e riconosce un vero appoggio della stagione ed una balla dell’Impresa della Scala, la quale si è addormentata e se la “Forza del destino” ritarda di comparire, dovrà smettere le rappresentazioni, perché Tiberini andrà via e allora non saranno più in tempo di riconfermarlo!” (Il Trovatore – 4 febb. 1869 – LA RIVISTA DELLA SETTIMANA - Firmato: IL NOVELLIERE).

Mario Tiberini è ormai diventato un punto fermo per molti compositori e per tutti gli spettatori. La sua partecipazione a questa opera verdiana rende ancor più frenetica l’attesa. E finalmente il 27 febbraio 1869 alla Scala di Milano avviene il debutto de La Forza del destino presentata nella definitiva edizione riformata.
(Interpreti: Mario Tiberini tenore (Don Alvaro), Ida Benza Nagy giovane mezzosoprano magiaro (Preziosilla - debutto), Luigi Colonnese baritono (Don Carlo), Marcello Junca basso (Padre Guardiano), Giacomo Rota basso (Fra Melitone), Teresa Stolz soprano (Leonora), Giuseppe Vecchi basso (il Marchese di Calatrava), Ester Neri mezzosoprano (Curra), Luigi Alessandrini basso (un alcade), Antonio Tasso tenore (Mastro Trabucco), Vincenzo Paraboschi basso (un chirurgo militare). Scene di Carlo Ferrario, pittore dei costumi Pessina. Maestro del Coro Zirillo (bravissimo). Dir. Orch. Angelo Mariani. Clarinettista Bassi. Flautista Pizzi. Regista e coordinatore: Giuseppe Verdi. 13 repliche.

Tutti i timori vengono di colpo fugati e tutte le ansie trovano appagamento nell’enorme successo ottenuto da quest’opera nuova, che fa incassare dieci mila lire.

“Tentar di ridire le emozioni vivissime che abbiam provato jersera alla Scala è cosa impossibile. Non fu una prima rappresentazione - fu una festa dell’arte - una di quelle feste che lasciano incancellabile la loro memoria in quanti vi presero parte. Tutto il pubblico e l’orchestra in piedi, a batter le mani freneticamente, applausi con l’agitar dei cappelli, con lo sventolare in platea dei fazzoletti, e nei palchi col grido Viva Verdi.” (Il Pungolo dalla Gazzetta Musicale di Milano, n. 9; 3 marzo 1869, pgg. 66 e 67.

La sera della prima e nelle serate successive con la Stolz e Tiberini si toccano le punte più alte dell’entusiasmo e lo splendido allestimento dell’Impresa Bonola e Brunello contribuisce visibilmente alla buona riuscita dello spettacolo, che unisce la precisione tedesca al fuoco e al colorito italiano.

“E’ vero che il solito Parravicini non può fare a meno di notare che, unitamente alla Benza, essi tendono a crescere rispetto al basso diapason,……ma è anche vero che lo stesso critico riconosce che la Stolz meritò grandi applausi e che Tiberini fu sublime come attore e come cantante.” (Giorgio Gualerzi: op. cit. p. 902) “Luigi Colonnese, la Benza, Rota, Tiberini gareggiarono a chi meglio.” (La Lombardia dalla Gazzetta Musicale di Milano, n. 9; 3 marzo 1869, p. 66).
La Stolz, Tiberini e Rota risultano essere gli eroi della serata. Unanime è il consenso della critica per il tenore Mario Tiberini.

“Tiberini si rivelò per così grande artista, che io dovetti chinare il capo e rinnegare le mie ingiuste prevenzioni”, scrive il critico de Il Gazzettino Rosa (28 febbraio 1869) e su Il Pungolo si legge che “la deliziosa romanza con cui si apre il terzo atto è stata cantata dal Tiberini con quell’accento di cui egli solo possiede il segreto, e con quella correttezza artistica, che lunge dallo scemare, aggiunge espressività all’accento” (Il Pungolo, dalla Gazzetta Musicale di Milano, n. 9; 3 marzo 1869, p. 68), infine La Lombardia esprime “speciale ammirazione pel tenore Tiberini , che in nessun’opera mai ci parve più grande, sia dal lato del canto che dell’azione drammatica.”
Egli ottiene forti applausi nell’atto terzo per la romanza e il duettino col Colonnese e nell’ultimo atto per il duetto tenore – baritono e il terzetto basso – tenore – soprano col quale si chiude l’opera. L’esecuzione della romanza del terzo atto “da parte dell’esimio Tiberini fu all’altezza della bellissima composizione; poscia piacque il duetto di Carlo e Alvaro (ferito).” (Il Secolo, 28 febbraio 1869).

“Il duettino col baritono parve un giojello di limpida e serena melodia………Nell’atto quarto Havvi un bellissimo duetto per baritono e tenore (Colonnese e Tiberini )… ed un nuovo terzetto per soprano, tenore, e basso, che piacerà maggiormente dopo parecchie udizioni. Verdi venne gloriosamente chiamato all’onore del proscenio più di venti volte, ed il grand’uomo ne sembrava profondamente grato e soddisfatto……Tiberini fu sublime come attore e come cantante.” (Il Secolo dalla Gazzetta Musicale di Milano, Anno XXIV, n. 9; 3 marzo 1869, pgg. 68 e 69).

“Dopo la comica scena della minestra (atto IV), c’è il duetto tra baritono e tenore, quindi la grande aria della donna e finalmente il terzetto finale – tre pezzi in cui l’odio, l’amore, la rassegnazione cristiana trovano la loro più alta espressione – e in cui il Tiberini e la Stolz sono veramente sublimi per ispirazione d’accento e d’azione, assai bene secondati dal Colonnese nel duetto, dal Junca nel terzetto”. (Il Pungolo, dalla Gazzetta Musicale di Milano, p. 68).

“Terzo atto, fanatismo la romanza di Tiberini, due chiamate Verdi: duettino Tiberini e Colonnese, acclamatissimo, due chiamate Verdi……… Atto quarto,………fanatismo il duetto fra Tiberini e Colonnese, due chiamate Verdi. Chiamato il pittore per la scena dei dirupi…Terzetto finale fanatismo. Calata la tela, quattro chiamate Stolz, Junca, Tiberini col maestro ed un’ultima volta il maestro solo. Somma, 24 chiamate per Verdi. Esecuzione stupenda, come non si udì forse mai alla Scala. Pubblico infanatichito. Verdi commosso tanta ovazione” . (Cosmorama, p. 69).

domenica 20 dicembre 2009

Premio Tiberini 2009

PREMIO LIRICO INTERNAZIONALE MARIO TIBERINI (XVIII ed.)
150° Anniversario di nozze del tenore Mario Tiberini col soprano Angiolina Ortolani


Matteo Pais, Giosetta Guerra, Serena Gamberoni, Michele Suozzo, Rosita Tassi, Carlo Di Cristoforo, Il sindaco Antonio Di Francesco, l'Assessore alla cultura Regione Marche Vittoriano Solazzi
foto di Davide Salviani

Il 28 novembre 2009 l’Associazione Musicale Mario Tiberini ha festeggiato il 150° anniversario del matrimonio del tenore Mario Tiberini con il soprano Angiolina Ortolani, avvenuto a Barcellona (Spagna) nel 1859, conferendo il Premio Lirico Tiberini d’oro ai coniugi -tenore e soprano- FRANCESCO MELI e SERENA GAMBERONI, come validi eredi della storica coppia nell’arte del belcanto, per il carisma e il talento teatrale, per l’incantevole affiatamento vocale e scenico, per il modo di porgere, accentare e fraseggiare, per la capacità di usare a fini espressivi le eccellenti doti vocali, e il Tiberini d’argento alla coppia basso e soprano Carlo Di Cristoforo e Rosita Tassi con le seguenti motivazioni: Carlo Di Cristoforo, per la bellezza e la maestosità della voce dal timbro denso e suggestivo, per una presenza scenica autorevole e conturbante, per un fraseggio ampio e musicale con cui delinea il dramma che investe i grandi personaggi verdiani; Rosita Tassi per il colore e la musicalità della voce, per l’estensione e la generosità del suono, che, uniti all’incisività dell’accento e all’espressività lirica della parola scenica, la rendono valida interprete dei grandi temi affettivi delle eroine del melodramma.
Ha ricevuto il Tiberini d’oro anche la trasmissione di Radio Tre LA BARCACCIA, come unico programma d’opera lirica nel palinsesto quotidiano radiotelevisivo italiano, molto seguito da melomani e neofiti, che si avvale dell’alta competenza e dell’arte affabulatoria di due insostituibili conduttori e noti critici musicali: Enrico Stinchelli e Michele Suozzo.
La serata di gala per la consegna dei premi si è tenuta al Teatro Tiberini San Lorenzo in Campo (PU), che ha ospitato quest’anno la XVIII edizione del Premio, il cui presidente onorario è il basso americano Samuel Ramey, premiato nella prima edizione.

Pais, Gamberoni, Di Cristoforo
foto di Davide Salviati

Gli artisti, purtroppo non tutti presenti per motivi di salute o per impegni inaspettatamente sopraggiunti, hanno intrattenuto il pubblico, sempre numeroso e osannante in questa manifestazione, con le più note arie delle opere dei nostri grandi compositori dell’800. Nella prima parte Carlo Di Cristoforo ha cantato due arie di Verdi Il lacerato spirito dal Simon Boccanegra e Ella giammai m'amò dal Don Carlo e una pagina tratta da Salvator Rosa, un’opera di Gomes poco conosciuta, Di sposo, di padre; Rosita Tassi si è cimentata in Puccini (Un bel dì vedremo da Madama Butterfly e Vissi d'arte e Il tuo sangue, il mio amore volea…da Tosca) e di Gastaldon (Musica proibita). Nella seconda parte Serena Gamberoni ha estasiato il pubblico con una voce magnifica e magnificente, veramente splendida in tutta la gamma, cantando Deh vieni, non tardar da Le Nozze di Figaro di Mozart, Quando m’en vo da Bohème di Puccini, O mio babbino caro da Gianni Schicchi di Puccini e il duetto dal Don Giovanni di Mozart Là ci darem la mano con Carlo Di Cristoforo. Tutti i cantanti sono stati accompagnati al pianoforte da Matteo Pais. Nell’Intermezzo Michele Suozzo, in rappresentanza della Barcaccia, ha proiettato e commentato due interessanti edizioni di Carmen, una delle quali del 1914. Alla fine la premiazione sotto una pioggia di fiori seguita da un brindisi vero in palcoscenico e l’ingresso di sua maestà la torta, ideata e realizzata dal Prof. Mangialardi con alcuni suoi alunni dell’Istituto Alberghiero Panzini di Senigallia, torta che riproduceva lo spaccato di un teatro, con la coppia Tiberini-Ortolani in cioccolata sul palcoscenico. L’ideatrice ed organizzatrice del premio Giosetta Guerra, che promuove la lirica anche nelle scuole, ha avuto due giovanissimi ma già esperti collaboratori come conduttori della serata, Chiara ed Edoardo Gamurrini, di 12 e 10 anni, che hanno una certa dimestichezza del palcoscenico sia come presentatori che come interpreti della parola sia cantata che parlata

torta, foto di Davide Salviati



mercoledì 23 settembre 2009

"In certo modo un Pertile ante litteram"[i]

Articulo publicado en el sitio argentino

Opera del Buen Ayre,
http://www.operayre.com.ar/

http://www.operayre.com.ar/libros/primero/untitled.htm

"MARIO TIBERINI, tenore (1826-1880) Una gloria marchigiana del passato", por Giosetta Guerra (Ed. Associacione Musicale Mario Tiberini - San Lorenzo in Campo (PU), 394 paginas - 2005)
César A. Dillon,
Buenos Aires, marzo de 2006

No es muy abundante la bibliografía especializada relativa a los cantantes líricos de mediados del siglo XIX. Cierto es que existen trabajos sobre algunas de las "prime donne" mas relevantes (Malibran, Pasta, Patti, Lind, Grisi) y respecto de algunas voces masculinas, -y hablemos de tenores en este caso- sobre Rubini, Mario y Duprez, pero también la ausencia de nombres como Nourrit, Tamberlick, Mirate y Fraschini[ii], y otros, revelan las dificultades que encuentra el historiador al transitar un terreno cada vez mas alejado de nuestra época. De allí que este excelente trabajo -adelantamos nuestra opinión- sobre Mario Tiberini, deba ser recibido con justificado aplauso. En cierto sentido podemos tomarlo como una continuación, dentro del arco de la voz tenoril, del libro sobre Carlo Guasco (1820-1876), aparecido no hace mucho[iii]
Tampoco es de extrañar que, entre nosotros, el nombre de Enrico Tamberlick (1820-1889) tenga especial resonancia, por su presencia en aquella lejana Traviata de 1857 que inauguró el Antiguo Teatro Colón mientras que el de Mario Tiberini permanezca en en casi absoluto desconocimiento. Y sin embargo fueron exactamente contemporáneos, a más de unirlos el protagonismo de un personaje de la ópera: el Don Álvaro de La forza del destino de Verdi, creado por Tamberlick en su versión original (San Petersburgo 1862), y por Tiberini en su revisión final (Scala de Milán, 1869).
Pasada su infancia y dejada de lado una inicial inclinación de dedicarse al sacerdocio, Tiberini realizó estudios de canto, e hizo un temprano debut en el Teatro Argentina de Roma en octubre de 1851 en Semiramide (Idreno). Allí su carrera tuvo una pausa, no sabemos el motivo, aunque podría haber sido el deseo de perfeccionar sus estudios, hasta retornar a la escena un año después, con unas pocas actuaciones en Nápoles y luego en Palermo (Beatrice di Tenda, Macbeth, Marta, Don Pasquale, etc).
Razones que no han podido ser aclaradas, pero debió haberlas, y aquí las especulaciones de nada sirven, llevaron a nuestro tenor a dejar no ya Italia, sino la misma Europa, para continuar su carrera por espacio de cuatro años, desde 1854 a 1858, primero en las islas del Caribe (Jamaica, Puerto Rico, Cuba), luego por toda la zona este de los Estados Unidos (Filadelfia, New York, Boston, Baltimore, Rochester, etc) llegando hasta Chicago, y en el sur hasta New Orleáns, y luego cruzó el Caribe, visitando Caracas.
En esos cuatro años formó la base de su repertorio: Lucia di Lammermoor, Il trovatore, Rigoletto, La traviata, Il barbiere di Siviglia, Lucrecia Borgia, La favorita, La sonnambula, La figlia del reggimento, Linda di Chamounix, Otello (Rossini), Ugonotti, y otras óperas de la época.
Regresa a Italia y ofrece un concierto en su ciudad natal -única oportunidad en que sus conciudadanos escucharán su voz- para partir de inmediato hacia Barcelona donde pasa el año siguiente como divo exclusivo del Teatro del Liceo, ciudad en la que contrae matrimonio con la soprano Angiolina Ortolani, que de allí en adelante lo acompañará en el escenario.
Será recién en los últimos meses de 1859 que finalmente Tiberini comienza el periplo por los teatros líricos de su tierra para convertirse en una de las principales figuras de su cuerda de la época, y ya en octubre de ese año se presenta en la Scala de Milán en el personaje de Corradino de la Matilde di Shabran de Rossini, obra que permanecerá como su más notable creación. De allí en mas el libro de Giosetta Guerra nos lleva en forma ampliamente documentada a través de una carrera que no conocerá declinaciones por toda Italia y por los centros líricos mas importantes de la época, Londres, Madrid, París, Lisboa, Viena, etc.
El 27 de febrero de 1869, en la Scala de Milán recrea el arduo personaje de Don Álvaro en el estreno de la versión definitiva de La forza del destino de Verdi. Un mes después Tiberini llevaba al éxito el Ruy Blas de Marchetti en su estreno mundial en el mismo escenario. Fue el último de los 17 estrenos en que participó en su camino por las escenas líricas. Estas dos fulgurantes premieres que habrían de dejar su nombre en la historia de la interpretación lírica, señalan el punto culminante de la carrera de Tiberini. Le siguieron unos pocos años mas en que sus actuaciones en la escena se hicieron paulatinamente mas espaciadas[iv].
No pudo gozar de un feliz retiro, ya que, afectado de trastornos mentales debió ser internado en una clínica neuropsiquiátrica de Reggio Emilia y allí fallece, muy joven aún, a los 54 años de edad. Un hermoso mausoleo guarda sus restos en el Cimitero Monumentale de Milán.
Esenciales resultan los capítulos del libro destinados a analizar la vocalitá[v] de Tiberini, que, formado como tenor de línea de canto de las primeras décadas del siglo XIX se adaptó al cambio que le imponían las partituras del romanticismo. No en vano Celletti, posiblemente el mas notable estudioso del arte vocal italiano lo definió como "raro caso di coesistenza d'un virtuosismo d'autentico stampo rossiniano con una spiccata sensibilitá romantica"[vi]
Y aquí tenemos que señalar el porque del recuerdo de una figura que tenemos mucho mas cercana en el tiempo: Aureliano Pertile. A él ha sido reiteradamente paragonado el arte de Tiberini, ya que como en el caso del tenor de Montagnana, la voz de su predecesor no era tímbricamente bella, y poseía características guturales, pero comparten ambos el calor y la expresividad en el canto, lo que en su idioma se llama "el rilievo de "la parola cantata" o "la parola scenica" No en vano Verdi que tuvo a su cargo personalmente varios de los ensayos de la revisión de La forza del destino, habría de calificar a Tiberini con solo dos adjetivos: "superbo" y "sublime"[vii]
Las numerosas opiniones de los contemporáneos del tenor que contiene el libro (Verdi, Ricordi, entre otras), no hacen más que lamentar que la invención del fonógrafo debiera esperar aún dos décadas
El libro de Giosetta Guerra esta enriquecido por una extraordinaria cantidad de ilustraciones, estimamos en más de doscientas las reproducciones de grabados, fotografías, locandine, programas, crónicas, documentos de toda índole que adornan este libro, presentadas esmeradamente. Causa envidia que los archivos de la península itálica hayan guardado esa notable cantidad de material impreso que permite al lector acercarse vívidamente a aquellos lejanos años. Como es ya esencial en un libro de esta índole, se completa con una detallada cronología de las actuaciones de Tiberini, tablas estadísticas, repertorio, e índices.
En definitiva un libro de lectura necesaria para quienes se interesen en la historia de la ópera, y en especial en la de sus creadores.
--------------------------------------------------------------------------------
[i] Giorgio Gualerzi en: "La forza del destino: Il cammino dell'opera" en Bolletino dell'Istituto di Studi Verdiani, Parma, Vol. II, pag. 883 (1966).
[ii] Gaetano Fraschini creó los personajes de su cuerda en tres óperas de Verdi: La battaglia di Legnano.(Arrigo), Stiffelio (protagonista) y Un ballo in maschera (Riccardo) Sobre este tenor, muy admirado por Verdi, existe un breve trabajo en OPERA (GB) Junio de 2000 pag. 649, con firma de Giancarlo Landini."Fraschini - tenor without heírs?
[iii] Carlo Guasco, un tenore per Verdi, de Giorgio Appolonia, Ed. EDA, Torino, 296 pags. (2001). Guasco fue el creador de Ernani, Foresto (Attila) y Oronte (I lombardi alla prima crociata).
[iv] Verdi había pensado en Tiberini para el estreno scaligero de Aida en 1872, lo que no se concretó.
[v] Utilizamos el término italiano por considerarlo más correcto sobre el tema.
[vi] Rodolfo Celletti "Voce di tenore", Ed. Idea Libri, Milán, 1989 (pags 160/5)
[vii] Cartas del compositor a Arrivabeni, Piroli y Escudier del 1 y 2 de marzo de 1869 citadas por Franco Abbiatti en su monumental "Giuseppe Verdi " Ed. Ricordi (1959), tomo III, pags. 252/253

PREMIO LIRICO INTERNAZIONALE “ M A R I O T I B E R I N I ”



Teatro Tiberini San Lorenzo in Campo (PU) Italia - XVI edizione Premio Lirico Internazionale Mario Tiberini - 7 agosto 2007 - Foto premiati: Enrico Reggioli, Michele Pertusi, Daniela Dessì, Fabio Armiliato, Simona Marchini

PREMIO LIRICO INTERNAZIONALE “ M A R I O T I B E R I N I ”
Presidente Onorario Samuel Ramey

PREMIO LIRICO INTERNAZIONALE “ M A R I O T I B E R I N I ”

Presidente Onorario Samuel Ramey
Ideato e organizzato per la prima volta nel 1989 dalla Prof.ssa
Giosetta Guerra di San Lorenzo in Campo, il Premio Lirico
Internazionale “Mario Tiberini” è nato per riportare alla luce
una gloria del passato, il tenore laurentino Mario Tiberini, al quale
sono intitolati il Teatro Comunale di San Lorenzo in Campo e la via
retrostante. Il primo artista premiato è stato il grande basso americano
Samuel Ramey, che è diventato in seguito Presidente Onorario
del Premio Tiberini.
Il Premio “Tiberini d’oro” è riservato ad artisti famosi,
il Premio “Tiberini d’argento” viene conferito a giovani artisti in
carriera, ovviamente operanti nel campo del teatro d’opera.
I premi sono lavorati a mano da un orafo specializzato su bozzetto di
Giosetta Guerra.
EDIZIONI PRECEDENTI


TIBERINI D’ORO

1989 Samuel Ramey basso
1990 Pietro Ballo tenore
1991 Chris Merritt tenore
1992 Mariella Devia soprano
1995 Roberto Servile baritono
1996 Rockwell Blake tenore
Giuseppe Taddei baritono
1997 Giusi Devinu soprano
1998 Andrea Bocelli tenore
Daniela Dessì soprano
1999 Cecilia Gasdia soprano
Bruno Praticò baritono
Pier Luigi Pizzi regista
2000 Graciela Alperyn mezzosoprano
2001 Maria Dragoni soprano
Carlo Morganti maestro di coro
Coro lirico “V. Bellini” di Ancona
2003 Juan Diego Florez tenore
2004 Katia Ricciarelli soprano
Bruno de Simone baritono
2005 Michele Mirabella regista
Luca Canonici tenore
2006 Elisabetta Courir regista
Federico Mondelci direttore d’orchestra
Giosetta Guerra biografa di Mario Tiberini e
ideatrice del Premio Tiberini
2007 Dimitra Theodossiou soprano
Daniele Rubboli regista e presentatore
Michele Pertusi basso
Fabio Armiliato tenore
Simona Marchini attrice e regista
Daniela Dessì soprano proclamata
Regina della lirica
2008 Nicola Martinucci tenore
Amarilli Nizza soprano
Gabriele Lavia regista e attore


TIBERINI D’ARGENTO

1991 Marcello Lippi baritono
Adelisa Tabiadon soprano
1992 Natale De Carolis basso
1996 Eva Mei soprano
Patrizia Orciani soprano
Paola Molinari pianista
1997 Paul Austin Kelly tenore
Coro Mezio Agostini di Fano
1998 Nicola Ulivieri basso
Andrea Concetti baritono
Antonio Bigonzi violinista
1999 Marcello Bedoni tenore
Rosetta Cucchi pianista
2000 Antonino Siracusa tenore
Lorenzo Regazzo basso
Raimund See direttore d’orchestra
2001 Patrizio Saudelli tenore
Gianpaolo Mazzoli compositore
2003 Yolanda Auyanet soprano
Marco Vinco basso
2004 Francesca Provvisionato mezzosoprano
Marco Spotti basso
2005 Riccardo Zanellato basso
Enrico Reggioli pianista e direttore d’orchestra

2006 Accademia Lirica di Cagli
Coro Umberto Giordano di Foggia
2007 Leonardo Galeazzi baritono


lunedì 21 settembre 2009

Giosetta Guerra


Nata e residente a San Lorenzo in Campo (PU), Italia.
Laureata in Lingue e Letterature Straniere.
Ex docente, ex preside, ex dirigente scolastica.
Due figli, due nipoti.
Critico d’opera, balletto, teatro.
Organizza e presenta spettacoli.
Pubblica su giornali italiani e stranieri e on line.
Ideatrice del Premio Lirico Internazionale Mario Tiberini.
Fondatrice dell’Associazione Musicale Mario Tiberini
e del coro di voci bianche ,
con cui porta in scena l’opera lirica cantata dai bambini,
curando regia, scene, costumi.
Unica biografa al mondo del tenore Mario Tiberini.

Qualche momento della vita dedicato alle divagazioni poetiche e pittoriche


Libri pubblicati: Dal Teatro Trionfo al Teatro Mario Tiberini (2002),
Mario Tiberini tenore (2005).
Premi ricevuti: Premio Lauri Volpi una vita per la lirica (1992),
Premio Donna (1997),
Premio Tiberini d’oro (2006),
Premio Ankon Marchigiano dell’anno 2007.

domenica 20 settembre 2009

Una gloria marchigiana del passato


MARIO TIBERINI tenore (1826-1880)
Una gloria marchigiana del passato
(Questo è il titolo della biografia del tenore scritta e pubblicata in prima mondiale assoluta da Giosetta Guerra per il 180° anniversario della nascita di Tiberini )

Mario Tiberini nasce a S. Lorenzo in Campo (Pesaro) l’8 settembre 1826.
Studia a Roma, dove debutta, a 25 anni, al Teatro Argentina nel ruolo di Idreno nella Semiramide di Rossini, poi canta a Napoli e a Palermo.
La sua carriera si sviluppa inizialmente nelle Americhe, dove Tiberini si esibisce dal 1854 al 1858 e debutta gran parte delle opere che formeranno il suo repertorio.
Rientrato in Europa nel 1858, tiene un concerto presso il Teatro Trionfo di San Lorenzo in Campo (PU) per il battesimo di suo nipote Teotimo, poi va a Barcellona in Spagna, dove conosce e sposa nel 1859 il soprano Angiolina Valandris Ortolani, con la quale canterà poi nei principali teatri italiani e stranieri opere di Rossini, Bellini, Gounod, Meyerbeer, Donizetti, Verdi, Marchetti, Faccio e altri compositori meno conosciuti.
Ha anche il merito di aver riportato nei teatri opere rossiniane già allora cadute nell’oblio, come Matilde di Shabran.
La sua carriera è strettamente legata alla storia del Risorgimento Italiano. Esegue concerti per la spedizione dei Mille, per l’apertura del Parlamento Italiano e per la causa italiana. I personaggi storici del tempo sono spesso presenti alle sue recite e la risonanza della sua bravura si espande per l’Europa.
“Del pari valente sia nel canto di grazia e agilità che in quello di forza e passione,Tiberini è presto conteso da tutti i più importanti teatri”.
Verdi stesso ne fa un punto fermo per il ruolo di Alvaro ne La Forza del destino e per quello di Riccardo in Un Ballo in maschera.
La sua carriera si chiude nel 1876 e la sua vita termina il 16 ottobre 1880.
Dopo quattro mesi gli viene intitolato il Teatro Trionfo di S. Lorenzo in Campo, che da allora si chiama appunto Teatro Mario Tiberini.
A 180 anni dalla nascita viene pubblicata la sua prima biografia a cura della professoressa Giosetta Guerra, giornalista d’opera e studiosa del tenore, intitolata appunto “MARIO TIBERINI tenore (1826-1880)-Una gloria marchigiana del passato”, dalla quale si evince l’importanza di questo personaggio che nell’800 è stato il tenore più gettonato prima dell’avvento di Caruso. Basti pensare che Verdi e il compositore marchigiano Filippo Marchetti se lo contendevano.
Nel 2006, a 180 anni dalla sua nascita, l’Associazione Musicale Mario Tiberini affigge un’epigrafe sulla sua casa di nascita, che si trova a San Lorenzo in Campo nella Piazzetta del Teatro e nel 2008, in occasione del 150° anniversario dell’esibizione del tenore nel locale teatro, allora chiamato Teatro Trionfo, inaugura un’epigrafe nel foyer del Teatro Tiberini a ricordo di questo evento. Quest’anno, 2009, è il 150° anniversario delle nozze di Mario Tiberini con Angiolina Ortolani e l’Associazione Musicale Mario Tiberini insieme col Comune di San Lorenzo organizzerà il 28 novembre al Teatro Tiberini di S. Lorenzo in Campo (PU) una sorta di festa di nozze e conferirà il Premio Tiberini d’oro alla coppia tenore-soprano Francesco Meli-Serena Gamberoni, che ricordano la fase belcantistica dei coniugi Tiberini..