venerdì 12 novembre 2010

Maria Stuarda - Teatro Comunale di Modena



Teatro Comunale “Luciano Pavarotti” di Modena

Tragedia lirica in tre atti su libretto di Giuseppe Bardari, dalla tragedia omonima di Friedrich Schiller. Musica di Gaetano Donizetti

Maria Stuarda con una Mariella Devia sopraffina

al massimo dello splendore vocale

(6 novembre 2010, prima)

Di Giosetta Guerra

Al suo apparire applausi scroscianti, come succede per i grandi attori del teatro classico, dal pubblico che gremiva il teatro fino al loggione. Non ho memoria di aver mai assistito ad una simile accoglienza nel teatro d’opera, ma Mariella Devia è un’icona del belcanto, una cantante di riferimento per la gestione del mezzo vocale, per gli esercizi di alto virtuosismo, per il controllo eccezionale del fiato, per la melodiosità infinita del canto, per la pulizia incontaminata del suono, per la sublimità dei sovracuti, per l’aderenza al personaggio sul versante interpretativo. Mariella Devia è una star di prima grandezza che, pur nel massimo del suo splendore vocale, non si atteggia a diva.La sua Maria Stuarda è stata superba: imponente e furente nel pezzo di bravura che è l’invettiva contro Elisabetta “Figlia impura di Bolena”, ha piazzato un sovracuto da brivido sulla parola “oscena”; delicata e dolcissima nel ricordar Arrigo, morto per lei, (“Quando di luce rosea”), ha tenuto un melodioso canto sospeso sulle parole “ombra adorata” con fiati lunghissimi su fili di seta lucidissimi ed è stata artefice di un ossimoro forse mai realizzato, la morbidezza degli acuti taglienti; ieratica e sublime nell’augurar felicità ad Elisabetta, sua sorella e sua aguzzina, (“D’un cor che muore reca il perdono…Dille che lieta resti sul trono”), ha fatto svettare la voce sopra la massa corale e allo scatto acuto su “implorerò” ha fatto seguire un florilegio di filati terminanti in una strepitosa scala discendente. Una tenuta vocale ed una gestione del fiato fuori dal comune ed un’intensità drammatica da manuale. Bravissima. Il pubblico ha risposto con un boato interminabile ed un entusiasmo incontenibile.

Un’Elisabetta credibile, sprezzante e talvolta dubbiosa, è stata delineata da Nidia Palacios, che al suo ingresso “Sì, vuol di Francia il Rege” ha evidenziato una voce abbastanza melodiosa, poco fluida nelle agilità, ma in grado di cantare in maschera e di eseguire acuti e trilli. Il ruolo è difficile perché esteso, svetta nell’acuto e scende nel grave, ma il mezzosoprano argentino lo ha interpretato con dignità e competenza sia vocale che scenica. Il giovane tenore turco Bülent Bezdüz, che ha sostituito l’indisposto Adriano Graziani nel ruolo di Roberto conte di Leicester, ha avuto un ingresso vocalmente incerto, ma poi ha acquistato sicurezza ed ha cantato sul fiato usando con generosità una voce di timbro chiaro e pulito, un po’ rigida ma estesa, è stato un conte focoso e si è prodigato in puntature acute e suoni tenuti fino agli acuti lancinanti dell’invettiva finale contro Cecil e contro tutti in difesa di Maria. Buone le voci del basso Ugo Guagliardo nel ruolo di Talbot e del baritono Gezim Myshketa nella parte di Cecil: peso e ampiezza erano gestiti con morbidezza; Caterina Di Tonno, come Anna Kennedy, ha messo in luce una delicata vocina di soprano.


Il Coro del Teatro Municipale di Piacenza, preparato da Corrado Casati, è stato capace di sonorità strepitose e di un amalgama maestoso. L’Orchestra Regionale dell’Emilia-Romagna è stata diretta in modo garbato da Antonino Fogliari. L’allestimento dell’Opéra Royal de Wallonie di Liegi in Coproduzione con Fondazione Teatri di Piacenza, Fondazione Teatro Comunale di Modena, aveva le scene di Italo Grassi (grate ferrigne a lato e sospese in tralice, pavimento in pendenza, un muro sulla destra, fondale apribile su panorami diversi, anche su una suggestiva nevicata) e le luci di Fabio Rossi che hanno sottolineato i sentimenti coi colori e con un gioco di ombre riflesse. Bellissimi i costumi d’epoca in velluto ideati da Francesco Esposito, che ha curato anche la regia (quadri statici nei concertati, movimenti lenti delle masse, incedere regale delle due regine, tappeto oro per Elisabetta, tappeto rosso per Maria, che va incontro al martirio dirigendosi verso il fondo con le braccia aperte, quasi ad abbracciare il mondo). Una regia garbata, ma il finale ci ha lasciato senza emozioni. Ricordo invece ancora la scena finale carica di pathos di una Maria Stuarda curata da Gabriele Lavia a Bergamo nel 1988.
Lo spettacolo è stato comunque positivo e la presenza della Devia lo ha reso prezioso. Io sono uscita soddisfatta, anche se col collo torto per la posizione poco comoda del posto assegnatomi.


mercoledì 3 novembre 2010

I Vespri Siciliani - Teatro Regio di Parma

Festival Verdi 2010

Teatro Regio di Parma. I Vespri Siciliani.

domenica 24 ottobre 2010 – ultima recita

di Giosetta Guerra

Il super cast scritturato dal Teatro Regio di Parma per I Vespri Siciliani di Giuseppe Verdi ha attirato gente da tutto il mondo. Il teatro, completamente esaurito, domenica pomeriggio era affollato di Orientali, Tedeschi, Inglesi, oltre che di Italiani.

Purtroppo le nostre aspettative sono state inizialmente deluse dalla sostituzione del tenore, Fabio Armiliato stava male e lo ha sostituito Kim Myung Ho nel ruolo protagonista di Arrigo, ma la presenza di altri tre maghi dell’opera, come Daniela Dessì, Giacomo Prestia e Leo Nucci ha calmato la nostra agitazione e inoltre il tenore orientale se l’è cavata dignitosamente. Certo ci è mancata la bella figura di Fabio, le sue espansioni brucianti e la sua passionalità nelle scene d’amore che con Daniela sono così veritiere, tuttavia sentir Giacomo Prestia cantare l’aria di Procida del secondo atto “O tu Palermo” a 20 centimetri dalla mia faccia e guardarlo direttamente negli occhi è stato molto coinvolgente.

Sì, perché Pier Luigi Pizzi ha dilatato l’azione tra gli spettatori: tutti i personaggi si muovevano e cantavano non solo in palcoscenico ma anche tra il pubblico, entravano ed uscivano anche dalle porte di sicurezza e i coristi cantavano spesso schierati in fondo o ai lati della platea, o da un palco o fuori campo, creando una speciale osmosi tra audience ed artisti.

Per l’aspetto visivo Pizzi si è adeguato alle ristrettezze economiche del momento, optando per una scenografia minimalista fatta di simboli che, anche se non descrivevano le specifiche e ricche ambientazioni, davano lo spunto per immaginare ambienti approssimativi.

Atto primo: accoglienza a sipario aperto, palcoscenico in pendenza, non c’è la piazza di Palermo con i suoi edifici e la caserma, ma ci sono solo tre barche (Palermo è città di mare) contro un fondale bianco (perché non azzurro?); atto terzo: un divano celeste visto di spalle, un grande specchio piegato in avanti a rifletter la scena stile Svoboda (mitica Traviata a Macerata) per la scena del ballo; atto quarto: un’alta inferriata per il carcere con i frati incappucciati bianchi e neri ritti tra le sbarre; atto quinto: altare classico bianco per il matrimonio e pioggia finale di volantini tricolori sulla platea del Regio (Viva l’Italia!).

I militari francesi indossavano divise blu e sventolavano la loro bandiera, i siciliani avevano divise nere, la duchessa Elena era rigorosamente in nero e velata tranne alla cerimonia nuziale per la quale indossava un abito bianco, tutti della stessa foggia. Di bianco vestite le danzatrici della Tarantella, di nero i danzatori, tra cui spiccava il rosso di Ninetta (in bianco per le altre scene). Scena di stupro generale per il rapimento delle ballerine siciliane da parte dei soldati francesi (atto II).

Il ballo mascherato di dame e gentiluomini di entrambe le nazionalità (atto terzo, ballo delle quattro stagioni, che in realtà non sono state definite) si rifletteva nel grande specchio, si aggiravano anche degli incappucciati con mantelli cangianti di vari colori di tonalità scure. Le luci disegnate da Vincenzo Raponi davano le giuste atmosfere alle scene e agli ambienti. Le coreografie portavano le firma di Roberto Maria Pizzuto.

Tornando al versante vocale ribadisco la straordinaria da performance del basso Giacomo Prestia, che ha una cassa armonica unica, nel ruolo del patriota Procida (abito nero, capelli e barba bianchi): la voce è splendida e la figura non è da meno; al timbro conturbante si uniscono ampiezza, estensione, peso, ricchezza di armonici, naturalezza d’emissione dai gravi poderosi agli acuti pieni attraverso ampie arcate, un modo di porgere una voce cavernosa con grande morbidezza ed espressività. Magnifico.

Grande prova anche quella del baritono Leo Nucci (Guido di Manforte, padre segreto di Arrigo) per l’autorevolezza della figura e per un mezzo vocale ancor nel pieno dell’efficienza e dell’efficacia, sostenuto da una consolidata tecnica vocale e da una indiscussa maestria nel porgere: la voce è estesa, ferma e intatta in ogni registro (anzi direi che non l’ho mai sentita così perfetta nei passaggi di registro e nell’intonazione), i suoni sono pieni e rotondi, i fiati lunghi e sostenuti, il peso e il volume consistenti, l’interpretazione intensa. Insomma Nucci migliora col tempo e anche fisicamente.

Ci saremmo aspettati più passione e maggior impeto da Daniela Dessì per il ruolo di Elena che richiede una vocalità tirata all’estremo. Il soprano, invece, ha sfruttato la melodiosità della sua voce per un canto a fior di labbro, una linea sospirosa con bei filati anche rinforzati, una delicatezza d’accento con impennate acute e slanci brucianti che emergono nei concertati e ha fatto emergere la voce in tutto il suo splendore nel travolgente finale.


Kim Myung Ho
(Arrigo figlio ribelle di Manforte e innamorato di Elena) sapeva la parte (e non è poco per un ruolo estremo di un’opera poco rappresentata), ha esternato una voce che arriva ovunque, anche se il timbro piuttosto chiaro non è drammatico, ha cantato bene e con espressività, anche se la figura non è fascinosa.

Nelle parti di contorno hanno cantato Roberto Jachini Virgili (Tebaldo) un tenore incisivo di voce chiara, il basso chiaro ed esteso Alessandro Battiato (Roberto), il basso scuro Andrea Mastroni (Conte di Vaudemont), il tenore Raoul d’Eramo (Danieli), il basso Dario Russo (Sire di Bethune), il contralto Adriana Di Paola (Ninetta), il tenore Camillo Facchino (Manfredo).

Le pagine corali sono risultate molto coinvolgenti, grazie anche alla nota bravura del Coro del Regio preparato da Martino Faggiani.

L’Orchestra del Regio, diretta da Massimo Zanetti, ha esibito sonorità alte e dense nella nota Sinfonia d’apertura, ricca di poderosi crescendo e sensibili diminuendo, le grandi arcate della sezione archi, il frizzo dei violini, la potenza degli ottoni e delle percussioni, il guizzo dell’ottavino hanno contribuito ad annunciare il clima teso e ricco di contrasti di questo grand-opèra verdiano. Con maggior leggerezza è stata realizzata l’introduzione al II atto, una patina d’inquietudine ha pervaso il Preludio del IV e l’attenzione nell’eseguire il dettato verdiano ha reso tangibile l’immensa coralità dell’opera.

Il pubblico ha risposto con calorosi applausi.

venerdì 15 ottobre 2010

Gustav Leonhardt - Pergolesi Spontini Festival X edizione

Pergolesi Spontini Festival X edizione
Monte San Vito (AN) Teatro La Fortuna
(venerdì 17 settembre 2010)

Classe e maestria di Leonhardt al cembalo
di Giosetta Guerra


Il concerto del clavicembalista olandese Gustav Leonhardt al Teatro La Fortuna di Monte San Vito (AN) venerdì 17 settembre alle ore 21 ha dato l’avvio alla X edizione del Pergolesi Spontini Festival. Il solo pensiero che un grande artista come Leonhardt potesse essere presente in carne ed ossa in un piccolo teatro delle Marche ci ha meravigliato, vederlo a due metri di distanza e ascoltarlo dal vivo ci ha dato l’emozione di toccare l’incredibile. Ebbene sì, la sera del 17 settembre 2010 nel raccoglimento classico di un grande evento e nell’intimità riservata di un salotto privato abbiamo ascoltato uno dei più importanti clavicembalisti al mondo, non più giovane, ma sempre ricco di quel carisma che emanano i grandi personaggi. Leonhardt, signorile e riservato, ha fatto uscire il fluido delle sue dita per riversarlo sulla tastiera di due clavicembali finemente decorati, uno di tipo italiano con una tastiera per la prima parte e l’altro di tipo tedesco con due tastiere per la seconda parte. Il programma comprendeva brani di compositori tedeschi e italiani del Sei-Settecento, naturalmente; ci aspettavamo di ascoltare anche lo scintillio delle sonate di Scarlatti, ma il maestro ha optato per pagine più contenute e finemente cesellate. Ecco il programma: Prima parte: Johann Kaspar Kerll - Toccata di durezze e ligature Canzon n. 4, Bernardo Storace - Recercar de legature Corrente n. 17, Bernardo Pasquini - Recercar n. 139, Domenico Zipoli - Canzon, Alessandro Poglietti - Recercar n. 3. Seconda parte: Johann Christoph Bach – Praeludium in Do magg., Johann Sebastian Bach – Aria variata BWV 989, Quattro Piccoli preludiSuite in Mi minore “für das Lautenwerk” BWV 996. Come bis una pagina di Bach, l’amore della sua vita artistica.

sabato 14 agosto 2010

Aperitivi culturali agli Antichi Forni di Macerata

Foto: Mario Tiberini (tenore machigiano)
di Giosetta Guerra

Le persone che frequentano gli incontri agli Antichi Forni di Macerata si aspettano di sentire cose nuove o curiosità sulle opere che andranno ad ascoltare. Il 31 luglio Carla Moreni ha presentato al folto pubblico l’opera di Giuseppe Verdi “La Forza del destino”, raccontandone la trama (che si può leggere ovunque) e mettendo in evidenza il carattere dei personaggi e alcune particolarità musicali, certamente noti alla maggior parte degli astanti. Forse poteva essere più accattivante parlare di ciò che accadeva alla Scala nel 1869, fuori e dentro il teatro, prima e dopo il debutto della terza edizione dell’opera in questione, degli interpreti, visto che il protagonista era marchigiano, dello stato d’animo di Verdi e dei compositori che attendevano il loro turno per l’uso del teatro, visto che uno di loro era marchigiano. Forse Carla Moreni non sa che esiste un libro di una marchigiana dove tutto questo è ben descritto, ma Pier Luigi Pizzi sì.
Insomma queste Marche le vogliamo valorizzare o vogliamo farne un contenitore per ospiti graditi e non paganti?

Ecco un estratto dal mio libro sul tenore marchigiano, favorito di Verdi, “Mario Tiberini”.
Provate a vedere se appaga la vostra curiosità, come ha appagato la mia.

Durante la cosiddetta “settimana grassa” di carnevale1869, alla Scala di Milano ogni sera viene allestita un’opera con il teatro illuminato a giorno.

Domenica Don Carlos
Lunedì Mosè
Martedì Gli Ugonotti
Mercoledì Don Carlos
Giovedì Mosè
Venerdì Don Carlos
Sabato Gli Ugonotti

Le opere si protraggono per tutta la settimana di quaresima, (Tiberini canta solo ne Gli Ugonotti, nelle altre due canta Mongini), procurando un notevole ritardo sull’allestimento della nuova opera, La Forza del destino di Verdi. Gli abbonamenti per la realizzazione di tale opera erano comunque iniziati alla fine dell’anno precedente. Finalmente mercoledì 27 gennaio 1869 cominciano le prove de La Forza, sotto la direzione dello stesso Verdi e con un cast d’eccezione.
Ma il Maestro è preoccupato, perché, a causa dei troppi impegni dei cantanti, le prove sono poche. Il 5 febbraio (domenica) 1869 Verdi scrive ad Escudier da Milano:
“Caro Léon,
Sono qui da otto giorni e voleva scrivervi sempre in ogni giorno, ma nei primi giorni di prova vi è sempre molto da fare, e non ho mai potuto farlo. Non saprei dirvi quando andrà in scena La Forza del Destino, perché si fanno prove brevi, dovendo gli artisti cantare in questa settimana tutte le sere o D. Carlos o gli Ugonotti. Capite bene, tutte le sere! C’è da crepare cantar sempre opere di quella mole e provare il mattino”.
(G. Marchesi – Gli anni della Forza del destino, in Verdi, Bollettino dell’Istituto di Studi Verdiani, vol. II, n. 6, Parma, Istituto di Studi Verdiani, 1966).

Il 10 febbraio l’opera non è ancora andata in orchestra e gli altri compositori, che attendono il loro turno per presentare la loro opera alla Scala, sono in fibrillazione a causa di tali ritardi. La Commissione del Teatro alla Scala, infatti, aveva già inserito come opera d’obbligo nel cartellone della stagione un’opera nuova del compositore marchigiano Filippo Marchetti (1831-1902), che musicò Ruy Blas nel 1869, ma il prolungarsi dei lavori per l’allestimento de La Forza del destino, la confina alla fine della stagione, l’opera andrà in scena alla Scala il 5 aprile dello stesso anno con Tiberini nel ruolo protagonista.

“Montuoro e Marchetti si sono messi l’anima in pace, giacché volle il destino che in causa della “Forza del destino” essi sieno forzati ad aspettare che le loro opere sieno date per ultime. Il “Pungolo” per tranquillizzare Marchetti, dice che Tiberini ha prolungato il suo contratto, ma sino ad ora questo non è che un pio desiderio del pubblico, che in Tiberini vede e riconosce un vero appoggio della stagione ed una balla dell’Impresa della Scala, la quale si è addormentata e se la “Forza del destino” ritarda di comparire, dovrà smettere le rappresentazioni, perché Tiberini andrà via e allora non saranno più in tempo di riconfermarlo!” (Il Trovatore – 4 febb. 1869 – LA RIVISTA DELLA SETTIMANA - Firmato: IL NOVELLIERE).

Mario Tiberini è ormai diventato un punto fermo per molti compositori e per tutti gli spettatori. La sua partecipazione a questa opera verdiana rende ancor più frenetica l’attesa. E finalmente il 27 febbraio 1869 alla Scala di Milano avviene il debutto de La Forza del destino presentata nella definitiva edizione riformata.
(Interpreti: Mario Tiberini tenore (Don Alvaro), Ida Benza Nagy giovane mezzosoprano magiaro (Preziosilla - debutto), Luigi Colonnese baritono (Don Carlo), Marcello Junca basso (Padre Guardiano), Giacomo Rota basso (Fra Melitone), Teresa Stolz soprano (Leonora), Giuseppe Vecchi basso (il Marchese di Calatrava), Ester Neri mezzosoprano (Curra), Luigi Alessandrini basso (un alcade), Antonio Tasso tenore (Mastro Trabucco), Vincenzo Paraboschi basso (un chirurgo militare). Scene di Carlo Ferrario, pittore dei costumi Pessina. Maestro del Coro Zirillo (bravissimo). Dir. Orch. Angelo Mariani. Clarinettista Bassi. Flautista Pizzi. Regista e coordinatore: Giuseppe Verdi. 13 repliche.

Tutti i timori vengono di colpo fugati e tutte le ansie trovano appagamento nell’enorme successo ottenuto da quest’opera nuova, che fa incassare dieci mila lire.

“Tentar di ridire le emozioni vivissime che abbiam provato jersera alla Scala è cosa impossibile. Non fu una prima rappresentazione - fu una festa dell’arte - una di quelle feste che lasciano incancellabile la loro memoria in quanti vi presero parte. Tutto il pubblico e l’orchestra in piedi, a batter le mani freneticamente, applausi con l’agitar dei cappelli, con lo sventolare in platea dei fazzoletti, e nei palchi col grido Viva Verdi.” (Il Pungolo dalla Gazzetta Musicale di Milano, n. 9; 3 marzo 1869, pgg. 66 e 67.

La sera della prima e nelle serate successive con la Stolz e Tiberini si toccano le punte più alte dell’entusiasmo e lo splendido allestimento dell’Impresa Bonola e Brunello contribuisce visibilmente alla buona riuscita dello spettacolo, che unisce la precisione tedesca al fuoco e al colorito italiano.

“E’ vero che il solito Parravicini non può fare a meno di notare che, unitamente alla Benza, essi tendono a crescere rispetto al basso diapason,……ma è anche vero che lo stesso critico riconosce che la Stolz meritò grandi applausi e che Tiberini fu sublime come attore e come cantante.” (Giorgio Gualerzi: op. cit. p. 902) “Luigi Colonnese, la Benza, Rota, Tiberini gareggiarono a chi meglio.” (La Lombardia dalla Gazzetta Musicale di Milano, n. 9; 3 marzo 1869, p. 66).
La Stolz, Tiberini e Rota risultano essere gli eroi della serata. Unanime è il consenso della critica per il tenore Mario Tiberini.

“Tiberini si rivelò per così grande artista, che io dovetti chinare il capo e rinnegare le mie ingiuste prevenzioni”, scrive il critico de Il Gazzettino Rosa (28 febbraio 1869) e su Il Pungolo si legge che “la deliziosa romanza con cui si apre il terzo atto è stata cantata dal Tiberini con quell’accento di cui egli solo possiede il segreto, e con quella correttezza artistica, che lunge dallo scemare, aggiunge espressività all’accento” (Il Pungolo, dalla Gazzetta Musicale di Milano, n. 9; 3 marzo 1869, p. 68), infine La Lombardia esprime “speciale ammirazione pel tenore Tiberini , che in nessun’opera mai ci parve più grande, sia dal lato del canto che dell’azione drammatica.”
Egli ottiene forti applausi nell’atto terzo per la romanza e il duettino col Colonnese e nell’ultimo atto per il duetto tenore – baritono e il terzetto basso – tenore – soprano col quale si chiude l’opera. L’esecuzione della romanza del terzo atto “da parte dell’esimio Tiberini fu all’altezza della bellissima composizione; poscia piacque il duetto di Carlo e Alvaro (ferito).” (Il Secolo, 28 febbraio 1869).

“Il duettino col baritono parve un giojello di limpida e serena melodia………Nell’atto quarto Havvi un bellissimo duetto per baritono e tenore (Colonnese e Tiberini )… ed un nuovo terzetto per soprano, tenore, e basso, che piacerà maggiormente dopo parecchie udizioni. Verdi venne gloriosamente chiamato all’onore del proscenio più di venti volte, ed il grand’uomo ne sembrava profondamente grato e soddisfatto……Tiberini fu sublime come attore e come cantante.” (Il Secolo dalla Gazzetta Musicale di Milano, Anno XXIV, n. 9; 3 marzo 1869, pgg. 68 e 69).

“Dopo la comica scena della minestra (atto IV), c’è il duetto tra baritono e tenore, quindi la grande aria della donna e finalmente il terzetto finale – tre pezzi in cui l’odio, l’amore, la rassegnazione cristiana trovano la loro più alta espressione – e in cui il Tiberini e la Stolz sono veramente sublimi per ispirazione d’accento e d’azione, assai bene secondati dal Colonnese nel duetto, dal Junca nel terzetto”. (Il Pungolo, dalla Gazzetta Musicale di Milano, p. 68).

“Terzo atto, fanatismo la romanza di Tiberini, due chiamate Verdi: duettino Tiberini e Colonnese, acclamatissimo, due chiamate Verdi……… Atto quarto,………fanatismo il duetto fra Tiberini e Colonnese, due chiamate Verdi. Chiamato il pittore per la scena dei dirupi…Terzetto finale fanatismo. Calata la tela, quattro chiamate Stolz, Junca, Tiberini col maestro ed un’ultima volta il maestro solo. Somma, 24 chiamate per Verdi. Esecuzione stupenda, come non si udì forse mai alla Scala. Pubblico infanatichito. Verdi commosso tanta ovazione” . (Cosmorama, p. 69).

lunedì 14 giugno 2010



Associazione Musicale Mario Tiberini

TEATRO TIBERINI
San Lorenzo in Campo (PU) Italia

sabato 7 agosto 2010 ore 20.30

PREMIO lirico TIBERINI d’oro
XIX edizione

Idea e dir. artistica di Giosetta Guerra - Presidente Onorario Samuel Ramey

SALOTTO MUSICALE

FRANCESCO MELI tenore
SERENA GAMBERONI soprano
LORENZO REGAZZO basso
Enrico Reggioli al pianoforte


Ospite il coro di voci bianche Piccoli Cantori di Gio’
Rosita Tassi al pianoforte

Ricordo del baritono Giuseppe Taddei
premiato nel 1996

Presentano Giosetta Guerra, Edoardo e Chiara Gamurrini

Ore 23.00 Cena in piscina Ristorante Giardino S. Lorenzo in C.

Informazioni
0721776928 - 3333416088
giomusica@alice.it

Prenotazioni: edicola Pezza 0721776784, edicola Il Quadrifoglio 0721774014

Prezzi:serata di gala: 25€ - loggione e Under 18 15€ - cena 25€ -
alloggio 50€ (PER CHI VUOL RESTARE QUI 2 GIORNI)

Visite ai Bronzi Dorati di Pergola, alla Rocca di Mondavio, alla Basilica Benedettina di San Lorenzo, agli Scavi romani Città di Suasa.
Degustazione cibi e vini locali.

domenica 30 maggio 2010

CORSO DI PERFEZIONAMENTO
IN DIREZIONE D’ORCHESTRA
con concerto finale diretto dai partecipanti
2 - 14 Agosto 2010
Mercatello sul Metauro
(Pesaro e Urbino) - ITALIA
Lanfranco Marcelletti

Orchestra Sinfonica G. Rossini

ARIA ITALIANA- musica, arte e creatività in collaborazione con Musica&Musica 2010Soggetto organizzatore: ARIA ITALIANA, musica,
arte e creatività, organizzazione per l’ideazione
e la gestione di eventi musicali e culturali, con
sede in Italia, Mercatello sul Metauro (PU), propone
un corso di perfezionamento in direzione
d’orchestra
con concerto finale diretto dai partecipanti.
Soggetti ammessi: Il corso è rivolto a giovani direttori
d’orchestra di qualsiasi nazionalità, purchè
a conoscenza della lingua italiana o
inglese.
Il numero massimo di partecipanti è fissato a
otto corsisti effettivi ai quali potranno affiancarsi
non più di dieci uditori.
Docente titolare: Il Corso sarà tenuto dal Maestro
Lanfranco Marcelletti, professore di direzione
d’orchestra all’Università del Massachusetts di
Amherst (U.S.A.), nella quale ricopre anche il
ruolo di direttore dell’Orchestra. Il maestro è inoltre
direttore musicale della Cayuga Chamber
Orchestra di Ithaca (U.S.A.) e assistente del
Maestro Alberto Zedda nella direzione dell’Accademia
Rossiniana di Pesaro (ITA).
Nato a Recife (Brasile), lì ha iniziato gli studi musicali
e si è diplomato in pianoforte. Si è quindi
trasferito in Europa perfezionandosi alla Musik
Akademie di Zurigo e alla Hochschule für Musik
und darstellende Kunst di Vienna, dove ha studiato
anche composizione. Negli Stati Uniti ha
poi ultimato gli studi di direzione d’orchestra alla
Yale University (New Haven). Ha ottenuto premi
e riconoscimenti in varie parti del mondo sia
come pianista che come direttore d’orchestra.
I suoi impegni come direttore lo vedono impegnato
con orchestre in Europa, Sud America,
America Centrale e Stati Uniti: Orchestra Sinfonica
del Brasile (Rio de Janeiro), Orchestra del
Teatro Nazionale (Brasilia), Orchestra Sinfonica
Nazionale del Cile (Santiago), Orchestra Sinfonica
di Xalapa (Messico), Orchestra del Teatro
Comunale di Bologna (Italia), Orchestra Sinfonica
di Galicia (La Coruña, Spagna), Haydn
Chamber Orchestra (Londra) e Orchestra del
Festival Eleazar de Carvalho (Fortaleza, Brasile).
Ha iniziato la sua carriera come direttore operistico
al Glimmerglass Opera Festival (Cooperstown,
U.S.A.) nel 2000, poi ampliata in altri
importanti teatri; tra questi il Teatro Real (Madrid),
il Teatro Calderón (Valladolid, Spagna), la
Commonwealth Opera (Massachusetts, U.S.A.)
e il Rossini Opera Festival di Pesaro (Italia).
È stato inoltre assistente del Maestro Anton Coppola,
nella premiere della sua opera Sacco e
Vanzetti a Tampa (Florida, U.S.A.), ed ha ideato,
in collaborazione con l’attrice Carmen Bermejo,
lo spettacolo per bambini www.mozart.deus,
prodotto dal Teatro Calderon (Valladolid, Spagna).
Orchestra: Il concerto finale diretto dai partecipanti
e le sue prove vedranno la partecipazione
dell’Orchestra Sinfonica G. Rossini di Pesaro.
Questa è l’orchestra della Provincia di Pesaro e
Urbino (Italia) ed è tra le poche riconosciute dal
Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Nata nell'aprile 2001, al termine di una selezione
coordinata dal Maestro Alberto Zedda, sarà nel
2010 una delle orchestre principali del Rossini
Opera Festival di Pesaro (Italia).
L'attività dell'orchestra, in costante sviluppo,
conta di circa 70 esecuzioni l'anno in Italia e
all’estero.
In particolare essa è l’orchestra di riferimento per
le produzioni concertistiche nelle città di Pesaro
(Teatro Rossini e Rocca Costanza), di Fano (Teatro
della Fortuna e Corte Malatestiana), di Urbino
(Teatro Raffaello Sanzio), di Cagli (Teatro
Comunale), di Mercatello sul Metauro (stagione
concertistica Musica&Musica) e nei numerosi
altri teatri storici della Provincia di Pesaro e Urbino.

Sede del corso: Le lezioni si terranno a Mercatello
sul Metauro (PU) dal 2 al 14 agosto 2010
nelle sale di Palazzo Gasparini,
prestigioso edificio
seicentesco che si affaccia sulla piazza principale
della cittadina.
Il palazzo dispone di confortevoli aule e di spazi
adeguati per le lezioni e le esercitazioni.
La sede del corso è inoltre dotata di rete wireless,
estesa anche alla piazza antistante per una
connessione internet sempre disponibile per i
partecipanti al corso.
Le prove generali e il concerto conclusivo si svolgeranno
nella Chiesa di San Francesco, sede
principale della stagione concertistica Musica&
Musica, edificio monumentale con ottima
acustica.
Programma del corso: Il programma, con sessioni
mattutine e pomeridiane, affronterà nozioni
di teoria e tecnica della direzione, analisi e preparazione
della partitura.
Sono previste lezioni teoriche, esercitazioni con
l’accompagnamento di un pianista e prove
con orchestra per un numero complessivo di
oltre 60 ore.
In particolare gli argomenti approfonditi durante
le lezioni tratteranno:
Teoria della direzione (Elementi storici sulla direzione
d'orchestra - Le orchestre nei vari periodi
storici - I primi direttori, evoluzione e
cambiamento della tecnica direttoriale - Le
grandi scuole europee - Il repertorio da camera,
sinfonico, operistico - Rapporti con l'orchestra,
il coro, i solisti, i cantanti, gli agenti
teatrali, le direzione artistiche dei teatri e delle
istituzioni sinfoniche);
Tecnica della direzione (Impostazione del
gesto, naturalezza, chiarezza, effetto nella direzione
- Concertazione e memorizzazione -
Programmazione ed organizzazione dei
tempi di prova in funzione dell'impegno -
Prime parti, file e sezioni, carattere e personalità
dell'orchestra - Arricchimento della sensibilità
all'ascolto del suono collettivo,
precisione ritmica e consapevolezza espressiva,
comprensione e rispondenza del gesto
direttoriale - La gestualità - Esercizi per migliorare
l'indipendenza della braccia);
Analisi della partitura (Analisi e prassi esecutiva
della partitura - Arcate - Tempo di preparazione
- Verifica e approfondimento di studi
e conoscenze della prassi compositiva di
ogni allievo - Analisi, studio ed esercitazione
dei brani in programma - approfondimento
e concertazione degli stessi);
Prove con orchestra (Ogni corsista avrà a disposizione
un tempo di almeno 45 m. con l’orchestra,
durante i quali proverà la parte del
programma del concerto finale assegnatagli
dal docente).
Le lezioni verteranno sul programma musicale
scelto per il concerto conclusivo; composto dai
seguenti brani orchestrali:
B. Bartok - Danze Rumene
L. van Beethoven - Sinfonia n. 2 in Re M. Op. 36
G. Bizet - Les dragons de Alcala - Seguidilla dalla
Suite n. 1 da Carmen
W.A. Mozart - Sinfonia n. 32 in Sol M. KV318
I. Stravinsky - Eight Instrumental Miniatures
A. Copland - Prelude dalla Symphony n.1
Inoltre, nel periodo del corso il Maestro Marcelletti
dirigerà a Mercatello sul Metauro due concerti,
uno per orchestra d’archi (7 agosto, A.L.
Dvořák, Serenata per archi in mi M. op. 22 - P. Čajkovskij,
Serenata per archi in do M. op. 48) ed uno
lirico-sinfonico (12 agosto, G. Rossini, Ouverture
de La Gazza Ladra - A.P. Borodin, Danza Polovesiana
con Coro da Il Principe Igor - E. Elgar, Pomp
and Circumstance Marches op. 39 - L. van Beethoven,
Sinfonia n. 5 in Do min. op. 67), nell’ambito
della stagione concertistica Musica&Musica. Sia
le prove che le esibizioni potranno essere ulteriori
esperienze di studio per i partecipanti al corso
che avranno libero accesso alle stesse.
Concerto conclusivo: Al termine del Corso, i corsisti
effettivi dirigeranno l’Orchestra Sinfonica G.
Rossini nella serata di chiusura della stagione
concertistica Musica&Musica 2010 - sabato 14
agosto. Il concerto verrà registrato e riversato su
DVD che sarà successivamente spedito ai direttori
partecipanti.
Durante la serata verranno inoltre consegnati gli
attestati di partecipazione.

Escursioni: Nei momenti liberi i partecipanti ed i
loro eventuali accompagnatori, oltre a godere
dell’ospitalità e delle bellezze di Mercatello sul
Metauro, cittadina pluripremiata per le sue attitudini
turistiche dal Touring Club Italiano con la
Bandiera Arancione, potranno agevolmente
trovare nelle vicinanze ulteriori momenti di
svago e di studio.
Il periodo del corso coincide infatti con il Rossini
Opera Festival di Pesaro, che vedrà impegnati
sia il maestro Lanfranco Marcelletti che l’Orchestra
Sinfonica G. Rossini nella preparazione e
messa in scena dello spettacolo Il Viaggio a
Reims di G. Rossini (con eventuale possibilità di
assistere ad una sessione di prove), e lo Sferisterio
Opera Festival di Macerata.
Sarà inoltre possibile raggiungere facilmente le
numerose località artistiche vicine, come Urbino,
città patrimonio dell’Unesco, o dopo un breve
viaggio in auto o autobus, città come Firenze,
Arezzo, Perugia, Assisi, Gubbio, ecc.

Sistemazione: A seguito di richiesta inoltrata ad
Aria Italiana, la stessa provvederà ad organizzare
il soggiorno dei partecipanti e dei loro
eventuali accompagnatori alle migliore e più favorevoli
condizioni.
L’arrivo è previsto per domenica 1 agosto.
Gli allievi e gli eventuali accompagnatori saranno
ospitati in camere singole o doppie, o in
appartamenti a seconda delle esigenze (quote
a partire da € 180,00 a persona). Tutti gli alloggi
si trovano nel centro di Mercatello sul Metauro.
La partenza è fissata per la mattina di domenica
15 agosto.

Modalità di iscrizione: La domanda di ammissione
dovrà pervenire per posta ordinaria ad
Aria Italiana, via Roma, 12 - 61040 Mercatello sul
Metauro (PU) - Italia, o tramite posta elettronica
all’indirizzo info@ariaitaliana.it, entro e non oltre
il 30 maggio 2010 e contenere i seguenti dati e
materiali obbligatori:
nome e cognome;
luogo e data di nascita;
nazionalità;
due fotografie recenti;
domicilio;
recapiti telefonici e telematici;
curriculum vitae attività direttoriale;
e i seguenti materiali facoltativi:
copia del diploma di direzione d’orchestra o
attestato di frequenza a corsi rilasciato da
conservatori di musica, college, accademie
musicali, Hochschulen;
attestati di partecipazione a corsi di perfezionamento
e concorsi di direzione d’orchestra;
lettere di presentazione.

Sono particolarmente graditi video e registrazioni
comprovanti l'attività dei candidati. Se già
presenti sul web possono essere segnalati all’indirizzo
e-mail lmarcelletti@yahoo.com, o inviati
direttamente (su VHS o DVD) al docente del
corso al seguente indirizzo - Marcelletti Lanfranco
Jr., 22 Rolling Ridge Road, Amherst, MA
01002, USA.

Conferma partecipazione: La partecipazione al
corso prevede la valutazione dei materiali trasmessi
con la domanda di partecipazione.
I candidati selezionati riceveranno comunicazione
entro il 20 giugno 2010.

Quote di partecipazione e obblighi: La quota di
partecipazione al Corso di Perfezionamento è di
€ 1.800,00 (milleottocento/00) per i corsisti effettivi
e di € 300,00 (trecento/00) per gli uditori.
Il versamento della quota dovrà essere effettuato
in due rate: la prima pari a € 900,00 (novecento/
00) entro il 30 giugno 2010 e la seconda
di € 900,00 (novecento/00) a saldo, entro il 31 luglio,
entrambe tramite bonifico sul conto corrente
bancario intestato ad Aria Italiana:
I T 8 1 C 0 8 7 0 0 6 8 3 5 0 0 0 0 1 4 0 1 6 7 1 9 7
SWIFT Code I C R A I T R R J G 0 .
La quota comprende la partecipazione a
quanto indicato nei precedenti articoli: programma
del corso e concerto conclusivo.
Per gli uditori, il pagamento avverrà in un’unica
soluzione da versare tramite bonifico bancario
entro il 31 luglio.
Le spese di viaggio, vitto, alloggio e delle eventuali
escursioni sono a carico dei corsisti.
Tutti i corsisti dovranno essere muniti di abito da
concerto.

Contatti:
Aria Italiana - musica, arte e creatività, Via Roma n. 12, 61040 Mercatello sul Metauro (PU)ITA
tel. 00393493427711 (italiano e inglese) 0039-3396436435 (italiano) - fax: 0039072289133
www.ariaitaliana.it - info@ariaitaliana.it
Marcelletti Lanfranco Jr., 22 Rolling Ridge Road, Amherst, MA 01002, USA
www.umass.edu/orchestra - www.ccoithaca.org/index.php?page=conductor
lmarcelletti@yahoo.com
Orchestra Sinfonica G. Rossini, Largo A. Moro n. 12, 61100 Pesaro (PU) ITA
tel. 00390721580094 - fax 00390721580095
www.orchestrarossini.it - saul.salucci@orchestrarossini.it - bruno.maronna@orchestrarossini.it

Link: Per conoscere il luogo dove si svolge il corso:
Comune di Mercatello sul Metauro - www.comune.mercatellosulmetauro.pu.it
Associazione Pro Loco Mercatellese - www.proloco-mercatello.it
Visita virtuale alle opere d’arte della città (anche in inglese): www.museodelmetauro.it
Per conoscere il festival musicale che ospiterà il concerto conclusivo del corso:
Sito ufficiale di Musica&Musica - http://musicaemusica.proloco-mercatello.it

sabato 29 maggio 2010

Concerti a Torino in tempo di Sindone
di Giosetta Guerra

Torino offre svariate occasioni agli amanti della musica classica di ogni epoca, perché oltre alle buone programmazioni del Teatro Regio, vengono organizzati concerti a ingresso gratuito nelle belle chiese della città in varie ore della giornata.
Abbastanza particolare mi è sembrata l’iniziativa del LUNCHTIME CONCERTS (seconda edizione), messa in atto da “Proposteconcerti” con il patrocinio della Città di Torino in collaborazione con l’Assessorato al Turismo: ogni venerdì alle ore tredici si possono ascoltare concerti strumentali e vocali nella chiesa del Santo Sudario (realizzata tra il 1734 e il 1764 e in occasione dell'ostensione della Sacra Sindone sede del Museo della Sindone) in Via Piave.
Il 23 aprile ho avuto la possibilità di ascoltare un giovane pianista dall’aspetto riservato e schivo, ma con una personalità artistica nel contempo sensibile ed energica. Un artista poco plateale, ma di sostanza.

Si tratta di Simone Ferrero di soli 20 anni, già diplomato in pianoforte con dieci e lode presso il Conservatorio G. Verdi di Torino e già protagonista di numerosi concerti sia come solista che come membro di formazioni cameristiche e jazzistiche. Ha frequentato varie masterclasses, ricevuto premi in concorsi nazionali ed internazionali ed è risultato vincitore del progetto Fondazione CRT “Master dei Talenti Musicali”. Ovviamente, come ogni serio musicista, continua a studiare e a frequentare corsi di perfezionamento.
Nel recital pianistico del 23 aprile Ferrero si è addentrato nel virtuosismo e nel melodismo della pagina di Brahms “Variazioni su un tema di Paganini, libro II op. 35” con sicurezza del tocco, ora deciso ed incisivo ora delicato ed aereo, ha trasmesso imponenza e leggerezza con scioltezza delle dita, chiudendo in un crescendo di potenza e di movimento.
Il tocco è adeguato alla scrittura del lungo brano di Schuman “Carnaval op. 9” , irruente e veloce all’inizio, poi in rallentando nei tempi ma non nella forza, sviluppato soprattutto nelle tessiture centrali e gravi con qualche scintillio in zona acuta e atmosfere romantiche nel canto morbido e sommesso; il finale è possente con brevi intarsi di movimenti leggeri.
Incroci delle mani per i trilli e le scale cromatiche discendenti e ascendenti del breve, travolgente e trascinante “Studio trascendentale nr. 10 in fa minore” di Liszt: una prova di vera maestria.
Ferrero ha proposto come bis lo “Studio op. 25, n. 6” di Chopin: una pioggia di note sulla testiera.
Bravo! Un pianista da seguire.



2° concerto

Tutti i lunedì di aprile alle ore 21 nel magnifico Coro delle Monache Agostiniane attiguo alla Chiesa di Santa Pelagia (sorta a Torino attorno al 1740 e restaurata nel 1998) Via San Massimo 21, si sono tenuti concerti strumentali con gli allievi del Conservatorio G. Verdi di Torino, organizzati dall’Opera Munifica Istruzione in collaborazione col Conservatorio.
Il 26 aprile violino e pianoforte sono stati i protagonisti della serata. Giuseppe Locatto al violino e Giorgia De Lorenzi al pianoforte si sono esibiti con la Sonata in Do magg. K 296 di Mozart, ricca di brio e di leggerezza; Martina Amadesi al violino e Paolo Tolomei al pianoforte hanno ben comunicato la ricchezza musicale della Sonata in Fa magg. K 376 di Mozart; Cecilia Fabbro al violino e Junko Watanabe al pianoforte hanno espresso l’inquietudine, la forza e la densità musicale della Sonata op. 100 n. 2 di Brahms; Giuliana Toselli al violino e Silvia Gregoriani al pianoforte si sono cimentati nella Sonata in sol di Debussy, dalla musica molto variata e con salti di registro, priva di una vera linea melodica per prediligere lo studio dell’effetto sonoro.
Un’iniziativa lodevole che l’Opera Munifica Istruzione porta avanti da quindici anni, per dare ai futuri artisti la possibilità di fare esperienza di palcoscenico e di pubblico, peraltro sempre numeroso. Una delle tante, in quanto l’ente è sede di seminari, corsi di formazione e di perfezionamento, di scuole, la più tipica delle quali è il Nido della Musica, ossia l’asilo nido che predilige il linguaggio musicale come strumento educativo. Quest’idea mi fa impazzire. Magnifica!
Una curiosità: Santa Pelagia, che la leggenda ci tramanda come bellissima ballerina divenuta monaca, è oggi patrona delle attrici drammatiche. (Consultare www.santapelagia.it).