domenica 30 maggio 2010

CORSO DI PERFEZIONAMENTO
IN DIREZIONE D’ORCHESTRA
con concerto finale diretto dai partecipanti
2 - 14 Agosto 2010
Mercatello sul Metauro
(Pesaro e Urbino) - ITALIA
Lanfranco Marcelletti

Orchestra Sinfonica G. Rossini

ARIA ITALIANA- musica, arte e creatività in collaborazione con Musica&Musica 2010Soggetto organizzatore: ARIA ITALIANA, musica,
arte e creatività, organizzazione per l’ideazione
e la gestione di eventi musicali e culturali, con
sede in Italia, Mercatello sul Metauro (PU), propone
un corso di perfezionamento in direzione
d’orchestra
con concerto finale diretto dai partecipanti.
Soggetti ammessi: Il corso è rivolto a giovani direttori
d’orchestra di qualsiasi nazionalità, purchè
a conoscenza della lingua italiana o
inglese.
Il numero massimo di partecipanti è fissato a
otto corsisti effettivi ai quali potranno affiancarsi
non più di dieci uditori.
Docente titolare: Il Corso sarà tenuto dal Maestro
Lanfranco Marcelletti, professore di direzione
d’orchestra all’Università del Massachusetts di
Amherst (U.S.A.), nella quale ricopre anche il
ruolo di direttore dell’Orchestra. Il maestro è inoltre
direttore musicale della Cayuga Chamber
Orchestra di Ithaca (U.S.A.) e assistente del
Maestro Alberto Zedda nella direzione dell’Accademia
Rossiniana di Pesaro (ITA).
Nato a Recife (Brasile), lì ha iniziato gli studi musicali
e si è diplomato in pianoforte. Si è quindi
trasferito in Europa perfezionandosi alla Musik
Akademie di Zurigo e alla Hochschule für Musik
und darstellende Kunst di Vienna, dove ha studiato
anche composizione. Negli Stati Uniti ha
poi ultimato gli studi di direzione d’orchestra alla
Yale University (New Haven). Ha ottenuto premi
e riconoscimenti in varie parti del mondo sia
come pianista che come direttore d’orchestra.
I suoi impegni come direttore lo vedono impegnato
con orchestre in Europa, Sud America,
America Centrale e Stati Uniti: Orchestra Sinfonica
del Brasile (Rio de Janeiro), Orchestra del
Teatro Nazionale (Brasilia), Orchestra Sinfonica
Nazionale del Cile (Santiago), Orchestra Sinfonica
di Xalapa (Messico), Orchestra del Teatro
Comunale di Bologna (Italia), Orchestra Sinfonica
di Galicia (La Coruña, Spagna), Haydn
Chamber Orchestra (Londra) e Orchestra del
Festival Eleazar de Carvalho (Fortaleza, Brasile).
Ha iniziato la sua carriera come direttore operistico
al Glimmerglass Opera Festival (Cooperstown,
U.S.A.) nel 2000, poi ampliata in altri
importanti teatri; tra questi il Teatro Real (Madrid),
il Teatro Calderón (Valladolid, Spagna), la
Commonwealth Opera (Massachusetts, U.S.A.)
e il Rossini Opera Festival di Pesaro (Italia).
È stato inoltre assistente del Maestro Anton Coppola,
nella premiere della sua opera Sacco e
Vanzetti a Tampa (Florida, U.S.A.), ed ha ideato,
in collaborazione con l’attrice Carmen Bermejo,
lo spettacolo per bambini www.mozart.deus,
prodotto dal Teatro Calderon (Valladolid, Spagna).
Orchestra: Il concerto finale diretto dai partecipanti
e le sue prove vedranno la partecipazione
dell’Orchestra Sinfonica G. Rossini di Pesaro.
Questa è l’orchestra della Provincia di Pesaro e
Urbino (Italia) ed è tra le poche riconosciute dal
Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Nata nell'aprile 2001, al termine di una selezione
coordinata dal Maestro Alberto Zedda, sarà nel
2010 una delle orchestre principali del Rossini
Opera Festival di Pesaro (Italia).
L'attività dell'orchestra, in costante sviluppo,
conta di circa 70 esecuzioni l'anno in Italia e
all’estero.
In particolare essa è l’orchestra di riferimento per
le produzioni concertistiche nelle città di Pesaro
(Teatro Rossini e Rocca Costanza), di Fano (Teatro
della Fortuna e Corte Malatestiana), di Urbino
(Teatro Raffaello Sanzio), di Cagli (Teatro
Comunale), di Mercatello sul Metauro (stagione
concertistica Musica&Musica) e nei numerosi
altri teatri storici della Provincia di Pesaro e Urbino.

Sede del corso: Le lezioni si terranno a Mercatello
sul Metauro (PU) dal 2 al 14 agosto 2010
nelle sale di Palazzo Gasparini,
prestigioso edificio
seicentesco che si affaccia sulla piazza principale
della cittadina.
Il palazzo dispone di confortevoli aule e di spazi
adeguati per le lezioni e le esercitazioni.
La sede del corso è inoltre dotata di rete wireless,
estesa anche alla piazza antistante per una
connessione internet sempre disponibile per i
partecipanti al corso.
Le prove generali e il concerto conclusivo si svolgeranno
nella Chiesa di San Francesco, sede
principale della stagione concertistica Musica&
Musica, edificio monumentale con ottima
acustica.
Programma del corso: Il programma, con sessioni
mattutine e pomeridiane, affronterà nozioni
di teoria e tecnica della direzione, analisi e preparazione
della partitura.
Sono previste lezioni teoriche, esercitazioni con
l’accompagnamento di un pianista e prove
con orchestra per un numero complessivo di
oltre 60 ore.
In particolare gli argomenti approfonditi durante
le lezioni tratteranno:
Teoria della direzione (Elementi storici sulla direzione
d'orchestra - Le orchestre nei vari periodi
storici - I primi direttori, evoluzione e
cambiamento della tecnica direttoriale - Le
grandi scuole europee - Il repertorio da camera,
sinfonico, operistico - Rapporti con l'orchestra,
il coro, i solisti, i cantanti, gli agenti
teatrali, le direzione artistiche dei teatri e delle
istituzioni sinfoniche);
Tecnica della direzione (Impostazione del
gesto, naturalezza, chiarezza, effetto nella direzione
- Concertazione e memorizzazione -
Programmazione ed organizzazione dei
tempi di prova in funzione dell'impegno -
Prime parti, file e sezioni, carattere e personalità
dell'orchestra - Arricchimento della sensibilità
all'ascolto del suono collettivo,
precisione ritmica e consapevolezza espressiva,
comprensione e rispondenza del gesto
direttoriale - La gestualità - Esercizi per migliorare
l'indipendenza della braccia);
Analisi della partitura (Analisi e prassi esecutiva
della partitura - Arcate - Tempo di preparazione
- Verifica e approfondimento di studi
e conoscenze della prassi compositiva di
ogni allievo - Analisi, studio ed esercitazione
dei brani in programma - approfondimento
e concertazione degli stessi);
Prove con orchestra (Ogni corsista avrà a disposizione
un tempo di almeno 45 m. con l’orchestra,
durante i quali proverà la parte del
programma del concerto finale assegnatagli
dal docente).
Le lezioni verteranno sul programma musicale
scelto per il concerto conclusivo; composto dai
seguenti brani orchestrali:
B. Bartok - Danze Rumene
L. van Beethoven - Sinfonia n. 2 in Re M. Op. 36
G. Bizet - Les dragons de Alcala - Seguidilla dalla
Suite n. 1 da Carmen
W.A. Mozart - Sinfonia n. 32 in Sol M. KV318
I. Stravinsky - Eight Instrumental Miniatures
A. Copland - Prelude dalla Symphony n.1
Inoltre, nel periodo del corso il Maestro Marcelletti
dirigerà a Mercatello sul Metauro due concerti,
uno per orchestra d’archi (7 agosto, A.L.
Dvořák, Serenata per archi in mi M. op. 22 - P. Čajkovskij,
Serenata per archi in do M. op. 48) ed uno
lirico-sinfonico (12 agosto, G. Rossini, Ouverture
de La Gazza Ladra - A.P. Borodin, Danza Polovesiana
con Coro da Il Principe Igor - E. Elgar, Pomp
and Circumstance Marches op. 39 - L. van Beethoven,
Sinfonia n. 5 in Do min. op. 67), nell’ambito
della stagione concertistica Musica&Musica. Sia
le prove che le esibizioni potranno essere ulteriori
esperienze di studio per i partecipanti al corso
che avranno libero accesso alle stesse.
Concerto conclusivo: Al termine del Corso, i corsisti
effettivi dirigeranno l’Orchestra Sinfonica G.
Rossini nella serata di chiusura della stagione
concertistica Musica&Musica 2010 - sabato 14
agosto. Il concerto verrà registrato e riversato su
DVD che sarà successivamente spedito ai direttori
partecipanti.
Durante la serata verranno inoltre consegnati gli
attestati di partecipazione.

Escursioni: Nei momenti liberi i partecipanti ed i
loro eventuali accompagnatori, oltre a godere
dell’ospitalità e delle bellezze di Mercatello sul
Metauro, cittadina pluripremiata per le sue attitudini
turistiche dal Touring Club Italiano con la
Bandiera Arancione, potranno agevolmente
trovare nelle vicinanze ulteriori momenti di
svago e di studio.
Il periodo del corso coincide infatti con il Rossini
Opera Festival di Pesaro, che vedrà impegnati
sia il maestro Lanfranco Marcelletti che l’Orchestra
Sinfonica G. Rossini nella preparazione e
messa in scena dello spettacolo Il Viaggio a
Reims di G. Rossini (con eventuale possibilità di
assistere ad una sessione di prove), e lo Sferisterio
Opera Festival di Macerata.
Sarà inoltre possibile raggiungere facilmente le
numerose località artistiche vicine, come Urbino,
città patrimonio dell’Unesco, o dopo un breve
viaggio in auto o autobus, città come Firenze,
Arezzo, Perugia, Assisi, Gubbio, ecc.

Sistemazione: A seguito di richiesta inoltrata ad
Aria Italiana, la stessa provvederà ad organizzare
il soggiorno dei partecipanti e dei loro
eventuali accompagnatori alle migliore e più favorevoli
condizioni.
L’arrivo è previsto per domenica 1 agosto.
Gli allievi e gli eventuali accompagnatori saranno
ospitati in camere singole o doppie, o in
appartamenti a seconda delle esigenze (quote
a partire da € 180,00 a persona). Tutti gli alloggi
si trovano nel centro di Mercatello sul Metauro.
La partenza è fissata per la mattina di domenica
15 agosto.

Modalità di iscrizione: La domanda di ammissione
dovrà pervenire per posta ordinaria ad
Aria Italiana, via Roma, 12 - 61040 Mercatello sul
Metauro (PU) - Italia, o tramite posta elettronica
all’indirizzo info@ariaitaliana.it, entro e non oltre
il 30 maggio 2010 e contenere i seguenti dati e
materiali obbligatori:
nome e cognome;
luogo e data di nascita;
nazionalità;
due fotografie recenti;
domicilio;
recapiti telefonici e telematici;
curriculum vitae attività direttoriale;
e i seguenti materiali facoltativi:
copia del diploma di direzione d’orchestra o
attestato di frequenza a corsi rilasciato da
conservatori di musica, college, accademie
musicali, Hochschulen;
attestati di partecipazione a corsi di perfezionamento
e concorsi di direzione d’orchestra;
lettere di presentazione.

Sono particolarmente graditi video e registrazioni
comprovanti l'attività dei candidati. Se già
presenti sul web possono essere segnalati all’indirizzo
e-mail lmarcelletti@yahoo.com, o inviati
direttamente (su VHS o DVD) al docente del
corso al seguente indirizzo - Marcelletti Lanfranco
Jr., 22 Rolling Ridge Road, Amherst, MA
01002, USA.

Conferma partecipazione: La partecipazione al
corso prevede la valutazione dei materiali trasmessi
con la domanda di partecipazione.
I candidati selezionati riceveranno comunicazione
entro il 20 giugno 2010.

Quote di partecipazione e obblighi: La quota di
partecipazione al Corso di Perfezionamento è di
€ 1.800,00 (milleottocento/00) per i corsisti effettivi
e di € 300,00 (trecento/00) per gli uditori.
Il versamento della quota dovrà essere effettuato
in due rate: la prima pari a € 900,00 (novecento/
00) entro il 30 giugno 2010 e la seconda
di € 900,00 (novecento/00) a saldo, entro il 31 luglio,
entrambe tramite bonifico sul conto corrente
bancario intestato ad Aria Italiana:
I T 8 1 C 0 8 7 0 0 6 8 3 5 0 0 0 0 1 4 0 1 6 7 1 9 7
SWIFT Code I C R A I T R R J G 0 .
La quota comprende la partecipazione a
quanto indicato nei precedenti articoli: programma
del corso e concerto conclusivo.
Per gli uditori, il pagamento avverrà in un’unica
soluzione da versare tramite bonifico bancario
entro il 31 luglio.
Le spese di viaggio, vitto, alloggio e delle eventuali
escursioni sono a carico dei corsisti.
Tutti i corsisti dovranno essere muniti di abito da
concerto.

Contatti:
Aria Italiana - musica, arte e creatività, Via Roma n. 12, 61040 Mercatello sul Metauro (PU)ITA
tel. 00393493427711 (italiano e inglese) 0039-3396436435 (italiano) - fax: 0039072289133
www.ariaitaliana.it - info@ariaitaliana.it
Marcelletti Lanfranco Jr., 22 Rolling Ridge Road, Amherst, MA 01002, USA
www.umass.edu/orchestra - www.ccoithaca.org/index.php?page=conductor
lmarcelletti@yahoo.com
Orchestra Sinfonica G. Rossini, Largo A. Moro n. 12, 61100 Pesaro (PU) ITA
tel. 00390721580094 - fax 00390721580095
www.orchestrarossini.it - saul.salucci@orchestrarossini.it - bruno.maronna@orchestrarossini.it

Link: Per conoscere il luogo dove si svolge il corso:
Comune di Mercatello sul Metauro - www.comune.mercatellosulmetauro.pu.it
Associazione Pro Loco Mercatellese - www.proloco-mercatello.it
Visita virtuale alle opere d’arte della città (anche in inglese): www.museodelmetauro.it
Per conoscere il festival musicale che ospiterà il concerto conclusivo del corso:
Sito ufficiale di Musica&Musica - http://musicaemusica.proloco-mercatello.it

sabato 29 maggio 2010

Concerti a Torino in tempo di Sindone
di Giosetta Guerra

Torino offre svariate occasioni agli amanti della musica classica di ogni epoca, perché oltre alle buone programmazioni del Teatro Regio, vengono organizzati concerti a ingresso gratuito nelle belle chiese della città in varie ore della giornata.
Abbastanza particolare mi è sembrata l’iniziativa del LUNCHTIME CONCERTS (seconda edizione), messa in atto da “Proposteconcerti” con il patrocinio della Città di Torino in collaborazione con l’Assessorato al Turismo: ogni venerdì alle ore tredici si possono ascoltare concerti strumentali e vocali nella chiesa del Santo Sudario (realizzata tra il 1734 e il 1764 e in occasione dell'ostensione della Sacra Sindone sede del Museo della Sindone) in Via Piave.
Il 23 aprile ho avuto la possibilità di ascoltare un giovane pianista dall’aspetto riservato e schivo, ma con una personalità artistica nel contempo sensibile ed energica. Un artista poco plateale, ma di sostanza.

Si tratta di Simone Ferrero di soli 20 anni, già diplomato in pianoforte con dieci e lode presso il Conservatorio G. Verdi di Torino e già protagonista di numerosi concerti sia come solista che come membro di formazioni cameristiche e jazzistiche. Ha frequentato varie masterclasses, ricevuto premi in concorsi nazionali ed internazionali ed è risultato vincitore del progetto Fondazione CRT “Master dei Talenti Musicali”. Ovviamente, come ogni serio musicista, continua a studiare e a frequentare corsi di perfezionamento.
Nel recital pianistico del 23 aprile Ferrero si è addentrato nel virtuosismo e nel melodismo della pagina di Brahms “Variazioni su un tema di Paganini, libro II op. 35” con sicurezza del tocco, ora deciso ed incisivo ora delicato ed aereo, ha trasmesso imponenza e leggerezza con scioltezza delle dita, chiudendo in un crescendo di potenza e di movimento.
Il tocco è adeguato alla scrittura del lungo brano di Schuman “Carnaval op. 9” , irruente e veloce all’inizio, poi in rallentando nei tempi ma non nella forza, sviluppato soprattutto nelle tessiture centrali e gravi con qualche scintillio in zona acuta e atmosfere romantiche nel canto morbido e sommesso; il finale è possente con brevi intarsi di movimenti leggeri.
Incroci delle mani per i trilli e le scale cromatiche discendenti e ascendenti del breve, travolgente e trascinante “Studio trascendentale nr. 10 in fa minore” di Liszt: una prova di vera maestria.
Ferrero ha proposto come bis lo “Studio op. 25, n. 6” di Chopin: una pioggia di note sulla testiera.
Bravo! Un pianista da seguire.



2° concerto

Tutti i lunedì di aprile alle ore 21 nel magnifico Coro delle Monache Agostiniane attiguo alla Chiesa di Santa Pelagia (sorta a Torino attorno al 1740 e restaurata nel 1998) Via San Massimo 21, si sono tenuti concerti strumentali con gli allievi del Conservatorio G. Verdi di Torino, organizzati dall’Opera Munifica Istruzione in collaborazione col Conservatorio.
Il 26 aprile violino e pianoforte sono stati i protagonisti della serata. Giuseppe Locatto al violino e Giorgia De Lorenzi al pianoforte si sono esibiti con la Sonata in Do magg. K 296 di Mozart, ricca di brio e di leggerezza; Martina Amadesi al violino e Paolo Tolomei al pianoforte hanno ben comunicato la ricchezza musicale della Sonata in Fa magg. K 376 di Mozart; Cecilia Fabbro al violino e Junko Watanabe al pianoforte hanno espresso l’inquietudine, la forza e la densità musicale della Sonata op. 100 n. 2 di Brahms; Giuliana Toselli al violino e Silvia Gregoriani al pianoforte si sono cimentati nella Sonata in sol di Debussy, dalla musica molto variata e con salti di registro, priva di una vera linea melodica per prediligere lo studio dell’effetto sonoro.
Un’iniziativa lodevole che l’Opera Munifica Istruzione porta avanti da quindici anni, per dare ai futuri artisti la possibilità di fare esperienza di palcoscenico e di pubblico, peraltro sempre numeroso. Una delle tante, in quanto l’ente è sede di seminari, corsi di formazione e di perfezionamento, di scuole, la più tipica delle quali è il Nido della Musica, ossia l’asilo nido che predilige il linguaggio musicale come strumento educativo. Quest’idea mi fa impazzire. Magnifica!
Una curiosità: Santa Pelagia, che la leggenda ci tramanda come bellissima ballerina divenuta monaca, è oggi patrona delle attrici drammatiche. (Consultare www.santapelagia.it).

sabato 22 maggio 2010

Parma- Teatro Regio - Werther di Jules Massenet

Foto Roberto Ricci Teatro Regio di Parma
Parma - Teatro Regio - Werther di Jules Massenet
(Recita del 27 aprile 2010)
di Giosetta Guerra
Sulle note cupe dell’ouverture alleggerita dalle delicatezze dei violini un funerale nero visto in controluce attraversa la scena vuota pervasa di luce rossa. La bara, posata a terra e privata del manto nero, diventa prima un muretto nel giardino del borgomastro e poi si divide in panchetti usati dai bambini sia come sedili sia come vassoi. Sul fondale aperto giganteggia un albero investito da luci sempre diverse e poi abbattuto, le luci dai colori accesi cambiano continuamente in base agli ambienti, alle situazioni e agli stati d’animo e creano violenti contrasti, spesso si fa uso della tecnica del controluce e dell’azione nel retroscena. La stanza di Charlotte è ricca di mobili bianchi in confusione, vi domina un lettone sopraelevato e un inginocchiatoio più in alto ancora. La stanza di Werther morente sul letto è piena di libri ed è rischiarata da candelieri accesi, mentre fuori scende la neve su un albero di Natale steso a terra e contro un cielo nero squarciato da una luna bianca sfocata. Le scene sono simboliche e stilizzate, le pareti che si inclinano e si restringono sui personaggi simboleggiano la claustrofobia del dolore. Johann e Schmidt, biondissimi, arrivano in bicicletta e portano l’ombrello, Werther fa il suo ingresso in frac grigio, Charlotte nella sua stanza indossa un abito bianco con strascico e capelli sciolti, Sofie è una delicata figura, Albert un compunto giovine. Scene di Alessandro Chiti, costumi di Giusi Giustino, luci di Paolo Ferrari, regia di Marco Carniti. Allestimento ripreso dal Teatro dell’Opera Giocosa di Savona.



Sul piano vocale non si poteva avere un cast meglio assortito, a cominciare dal pluriosannato tenore Francesco Meli nel ruolo protagonista. Il suo Werther è un giovane pieno di slanci e di ritrosie, che si esprime con squillo sicuro e mezze voci sospirose, il mezzo vocale estesissimo e di bel timbro è usato prevalentemente sul forte, il canto a piena voce è trascinante, strepitoso nel finale del II atto; Pourquoi me reveiller è cantata con la giusta alternanza di smorzature e d’irruenze e tutta la scena è pervasa da maggior passione, complice anche l’intensità della musica. Tuttavia un’attenta opera di cesello sul canto sfumato renderebbe maggior giustizia al personaggio, più artista “ossianico” che titano romantico, e darebbe perfetta espressione al monologo interiore di Werther, costruito sul flusso di emozioni e di rapimenti. Sonia Ganassi regala suoni bruniti, espansioni liriche ed intensità d’espressione a Charlotte, il mezzosoprano è scenicamente e tecnicamente una brava artista, abile nel porgere, nell’usare le mezze voci, nello svettare nella tessitura acuta, ma mostra carenza di sonorità e di peso nella tessitura grave e poca chiarezza di dizione in quella media dove i suoni appaiono piuttosto chiusi.


Giorgio Caoduro nel ruolo del composto e razionale Albert, l'anti-eroe romantico, esibisce bel timbro baritonale, fiati lunghi e sostenuti con qualche ondulazione in zona acuta, correttezza, morbidezza e armoniosità del canto, buona dizione. Senza pecche e quindi perfetta la performance del soprano Serena Gamberoni: bella voce luminosa e tecnica ineccepibile, incursioni sicure e delicate nella zona acuta, scenicamente esprime perfettamente la freschezza della giovane Sophie. A completamento del cast ricordiamo il basso Michel Trempont (Borgomastro), il tenorino Nicola Pamio (Schmidt), il bravo baritono Omar Montanari (Johann), il mezzosoprano Azusa Kubo (Kätchen), il tenore Seung Hwa Paek (Brühlmann). Voci aggraziate quelle dei bambini del Coro voci bianche del Teatro Regio di Parma diretto dal Maestro Sebastiano Rolli. Il direttore Michel Plasson riesce a guidare l’Orchestra del Regio nel cangiante percorso sonoro che descrive l’evolversi della situazione: la musica frizzante e festosa all’arrivo dei bambini, delicata e romantica all’incontro di Werther e Charlotte, tormentosa e a dense arcate nella lettura della lettera, struggente e carica di tensione nell’intermezzo, si riduce a cupe arcate gravi e a un colpo di grancassa alla morte di Werther e muore con lui. Uno spettacolo positivo.

Puccini e Lucca a Buenos Aires


Puccini e Lucca a Buenos Aires

Puccini y Lucca en Buenos Aires sarà esposta nel foyer del Teatro Colón in occasione della sua riapertura dopo l'accurato restauro che ha riportato il Teatro agli splendori della sua apertura nel il 25 maggio 1908.
La mostra, realizzata grazie alla collaborazione con la Fundación Teatro Colón, il Teatro Colón, l'Ambasciata italiana in Argentina, Istituto Italiano di Cultura di Buenos Aires, l'Asociación Cultural Toscana di Buenos Aires, verrà inaugurata il 26 maggio, in concomitanza con la rappresentazione de La bohème e resterà aperta fino alla fine di giugno.
Per l'occasione è stato creato un apposito pannello, per la cui realizzazione è stata fondamentale la consulenza di Gustavo Gabriel Otero e Daniel Varacalli Costas, autori del volume Puccini in Argentina, dedicato al viaggio di Puccini a Buenos Aires nel 1905. Tra i viaggi compiuti da Puccini, quello in Argentina riveste un'importanza particolare, per la durata del soggiorno, dal 23 giugno all'8 agosto, per il carattere di Festival che il Teatro de la Opera aveva voluto dare alla stagione, per l'accoglienza ricevuta, e anche per il lauto compenso che gli procurò l'invito della Prensa.© Copyright 2008 - Fondazione Giacomo Puccini - Casermetta San Colombano 1, Mura urbane, 55100 Lucca Tel.: + 39-0583-469225 - Fax: 0039-0583-958324 -
info@fondazionegiacomopuccini.it


Miércoles, 26 de mayo de 2010 - miércoles, 30 de junio de 2010

MUESTRA EN OCASIÓN DE LA REINAUGURACIÓN DEL TEATRO COLÓNGIACOMO PUCCINI Y LUCCA EN EL MUNDO

Esta muestra, curada por la Prof. Gabriella Biagi Ravenni, directora de la Fondazione Puccini desarrolla a través de 20 paneles fotográficos el fuerte vínculo existente entre el compositor y su ciudad natal y dedica una atención particular a la visita que realizara Puccini a la ciudad de Buenos Aires entre el 23 de junio y el 8 de agosto de 1905.

Informaciones: Fecha: miércoles, 26 de mayo de 2010 - miércoles, 30 de junio de 2010Horario: 26 de mayo de 2010 a las 19.30Lugar: Foyer del Teatro Colón (Cerrito 618)Organizado por: Fondazione Giacomo PucciniEn colaboración con: Teatro Colón, Fundación Teatro Colón, Associazione Culturale Toscana di Bs.As., Ambasciata d'Italia/Istituto Italiano di Cultura, Comune di Lucca, Assoc. Lucchesi nel Mondo

martedì 18 maggio 2010

Simon Boccanegra - Teatro alla Scala, Milano.

Fotografie di Marco Brescia, Archivio Fotografico del Teatro alla Scala

Massimo Viazzo

Doveva essere il Boccanegra di Domingo e per Placido si è trattato di un vero trionfo! Dopo l’intervento a cui è stato sottoposto un paio di mesi fa si temeva per la sua salute e invece… eccolo lì, il tenorissimo, sul palcoscenico del Teatro alla Scala a dominare la scena dall’alto di quel carisma che l’ha sempre fatto amare dal suo pubblico. Placido Domingo ritrae un doge autorevole, ma sfaccettato che sa anche intenerirsi e commuovere, in un allestimento tutto sommato abbastanza anonimo e innocuo coprodotto con la Staatsoper unter den Linden di Berlino e curato da Federico Tiezzi (perfino l’entrata dei popolani nella Sala del Consiglio è risultata scenicamente fiacca). Certo, vocalmente a questo Simone manca il colore baritonale e soprattutto negli insiemi, come lo splendido finale del secondo atto, l’equilibrio fonico tra i registri viene compromesso, ma Placido, intelligentemente, non tenta di manipolare il proprio strumento vocale scurendolo artificialmente puntando invece sempre su musicalità e naturalezza.

Sontuosa, al suo fianco, l’Amelia di Anja Harteros, appassionata nel fraseggio, sicura e fermissima negli acuti, in grado di emozionare anche per mezzo di un colore vocale caldo e luminoso. Spavaldo, anche se non variegatissimo in quanto a linea musicale, il Gabriele Adorno di Fabio Sartori, ancora carismatico nonostante un palese prosciugamento timbrico Ferruccio Furlanetto come Fiesco e non molto rifinito il Paolo Albiani di Massimo Cavalletti. Daniel Barenboim trova in questo Simon Boccanegra la sua più compiuta realizzazione verdiana da quando è maestro scaligero. L’inizio dell’opera, ad esempio, è memorabile in quanto a morbidezze e ricercatezza timbrica e spesso gli accompagnamenti risultano soffici ed estremamente pregnanti. Qualche fragore di troppo (specie negli ottoni) non ha pregiudicato una resa strumentale spesso ammirevole. Superba, in tal senso, la prestazione dell’Orchestra del Teatro alla Scala che, assieme al compattissimo Coro del Teatro alla Scala diretto da Bruno Casoni, si è meritata grandissimi applausi in una serata che era cominciata con 10 minuti di ritardo per la lettura di un comunicato sindacale (con orchestra, coro e tecnici tutti sul palcoscenico) in cui si evidenziavano le ragioni di una protesta che sta interessando tutte le istituzioni musicali italiane attinente agli ultimi tagli alla cultura del governo Berlusconi.

lunedì 17 maggio 2010

Carmen a Città del Messico

Foto: Alejandro Amezcua / Cultura D.F.
Ramón Jacques

L’Opera de Bellas Artes, la compagnia nazionale d’opera del Messico ha offerto la riproposta di Carmen, la celebre opéra comique di Georges Bizet nella versione coi recitativi cantati introdotti da Ernest Guirard per la prima dell’opera a Vienna nel 1875 anziché la versione originale coi dialoghi parlati. La compagnia ha patito due anni di instabilità e di complicazioni nello svolgersi delle sue stagioni, a causa principalmente della chiusura per restauri del Palacio de Bellas Artes, il teatro lirico più importante del paese, la cui riapertura è prevista per il prossimo settembre. Il Palacio de Bellas Artes, è un edificio eclettico, miscuglio di stili Art nouveau e Art déco, in marmo bianco di Carrara, il cui progetto fu ideato dall’architetto italiano Adamo Boari nato a Marrara (Ferrara). Tutti i teatri lirici del mondo possono vantare aneddoti e storie memorabili e, quando si pensa a questo teatro, ne sovvengono immediatamente due: il primo è che questo luogo è stato la culla e il focolare di uno dei principali cantanti della storia dell’opera: Placido Domingo; il secondo è che su questo palcoscenico Maria Callas emise un celebre mi bemolle nel finale del secondo atto di una rappresentazione di Aida.

La rappresentazione a cui abbiamo assistito si è svolta in maniera assai soddisfacente nell’antico Teatro de la Ciudad, in una passata ma rinnovata produzione ideata e diretta dal regista José Antonio Morales, che si ispirò ai dipinti e alle incandescenti tonalità di rosso della Spagna vista da Goya. Con pochi elementi scenici, costumi adeguati, brillanti luci e una processione religiosa all’inizio del primo atto, così come pure con autentici cantanti e danzatori di flamenco, Morales ha fatto della vicenda dell’opera una miscela di fantasia e realismo, coerenza e vivacità.

Il ruolo di Carmen era affidato al mezzosoprano romano Veronica Simeoni, che ha dato alla zingara entusiasmo ed energia, cantando con una freschezza vocale e un suono morbido e sempre ben timbrato, dal colore uniforme e di qualità. Il tenore Fernando de la Mora ha ideato un Don José espressivo, di stile forte ed eroico, assecondando la sua voce penetrante ed eroica e con pertinenza scenica. A sua volta, il basso-baritono spagnolo Rubén Amoretti ha messo in risalto il ruolo di Escamillo rendendolo elegante, seducente, colla arroganza richiesta al personaggio, sfoggiando voluminosi e profondi mezzi vocali. Enivia Mendoza era una Micaela vivace per partecipazione e in buona forma vocale. Il resto del cast e il coro sono stati puntuali in ogni loro intervento. La direzione dell’Orchestra del Teatro de Bellas Artes era affidata al bulgaro Ivan Anguelov che ha condotto tutta la macchina bizettiana con professionalità e precisione ma senza nessun brillo particolare.

Luisa Miller al Teatro Regio di Torino

Foto: Ramella & Giannese- Fondazione Teatro Regio di Torino

Di Giosetta Guerra

Quando in un’opera il padre è più bello del figlio o l’antagonista più accattivante del protagonista, sarebbe meglio ascoltare e non vedere, se poi anche la scenografia è generica e senza tempo tanto vale chiudere gli occhi o fare l’opera in forma di concerto, fermo restando che le voci siano adeguate. Per Luisa Miller (la vicenda è ambientata in Tirolo, nella prima metà del XVII secolo), andata in scena al Teatro Regio di Torino, dopo la lunga e bellissima ouverture, il sipario si apre su un tetro interno ligneo (eppure c’è una festa di compleanno), che si ripete nel corso dell’opera ogniqualvolta si deve figurare un ambiente chiuso (a volte rischiarato da alberi frondosi agitati dal vento dietro le finestre, quasi a richiamo del Tirolo) e che si alterna con pannelli scorrevoli a disegni geometrici quando l’azione si svolge all’aperto. Il vecchio Miller, padre di Luisa, è qui giovane e aitante, Rodolfo, amante di Luisa, è basso e pienotto, il conte di Walter, padre di Rodolfo è alto, slanciato e bello e Wrum, castellano di Walter che vorrebbe sposare Luisa perché ne è innamorato, è anche un gran bell’uomo. Credibilità scarsa.

L’allestimento, coprodotto con il Teatro Regio di Parma, si avvale di regia, scene, costumi e luci di Denis Krief, che a volte fa muovere coro e protagonisti ballando sulla musica e che mira a dar risalto alla differenza dei ceti sociali. Tra i cantanti, tutti bravi professionisti, le tre voci scure maschili hanno fatto proprio una gran figura. Molto belle e ben gestite le voci di Gazale, Iori e Anastassov. Il baritono Alberto Gazale (Miller) è una grande figura scenica e un grande personaggio con il dramma nella voce, l’eccellente modo di porgere, sostenuto dalla ricchezza del mezzo vocale in quanto a colore, peso, ampiezza, morbidezza, dà risalto all’intensità dell’interpretazione. Il basso Orlin Anastassov (Conte di Walter) domina la scena con l’autorevolezza della sua figura, la voce è importante, corposa e di buon peso e volume. Enrico Iori (Wurm) è un bravissimo basso dalla voce robusta e vibrante e dall’aspetto imponente. Il tenore Massimiliano Pisapia (Rodolfo) ha un bel getto vocale, robusto, squillante, sicuro, ma canta quasi sempre con impeto e, per essere un personaggio romantico, si concede poche morbidezze. Non sempre sicura risulta l’emissione del mezzosoprano Barbara Di Castri (la duchessa Federica); la contadina Laura è interpretata dal mezzosoprano Katarina Nikolic e un contadino dal tenore Dominic Armstrong. Poi c’è lei, Fiorenza Cedolins, bella, teatrale, brava cantante e brava interprete, con bella voce nel ruolo di Luisa Miller, che purtroppo non mi sembra completamente adatto alle sue peculiarità vocali. Sul podio dell’Orchestra del Regio c’è il bravo maestro Donato Renzetti, fedele interprete della partitura verdiana e con un occhio sempre attento anche al palcoscenico. Artefice di pagine corali di forte coinvolgimento è il Coro del Regio, diretto da Claudio Fenoglio.